LIVETICKER
Sessione delle Camere

Nucleare, il Nazionale “rinvia” la decisione

Se anche gli Stati saranno dello stesso avviso, il Consiglio federale dovrà riformulare una nuova proposta che regolamenti anche il finanziamento per la costruzione di centrali nucleari

  • Oggi, 14:51
  • 48 minuti fa
La centrale nucleare di Gösgen

La centrale nucleare di Gösgen

  • keystone
Di: Redazione RSI Info 
  • Inizia la terza settimana di sessione delle Camere. Al Consiglio nazionale, riunito dalle 14.30 alle 19, dopo l’ora delle domande è proseguito il dibattito sull’iniziativa “Stop al blackout” e sul relativo controprogetto.

  • Agli Stati, in aula dalle 15.15 alle 20, è stato approvato il consuntivo 2025 e le aggiunte al preventivo 2026. Si è parlato anche dell’uso del diritto di necessità, che deve essere motivato dettagliatamente, e della riabilitazione di chi ha combattuto nella Resistenza francese o italiana durante la Seconda guerra mondiale.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Un'ora fa

Nucleare: il Consiglio nazionale vuole chiarimenti sugli aspetti finanziari

Il Consiglio nazionale intende concedersi più tempo prima di pronunciarsi sul futuro del nucleare in Svizzera.

Lunedì ha votato, con 100 voti a favore, 97 contrari e 2 astensioni, per rinviare la questione al Consiglio federale al fine di ottenere chiarimenti in merito agli aspetti finanziari.

La Camera del popolo doveva pronunciarsi sul controprogetto indiretto all’iniziativa popolare “Stop al blackout” (“Energia elettrica in ogni tempo per tutti”). Entrambi i testi prevedono di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari.

Al voto la sinistra ha approvato la proposta di rinvio, sostenuta da una maggioranza di deputati del Centro. L’UDC, il PLR e sei centristi avrebbero invece preferito discutere subito il controprogetto, che aprirebbe un nuovo capitolo per il nucleare, posizione condivisa anche dal consigliere federale Albert Rösti.

Secondo diversi parlamentari, la costruzione di una nuova centrale comporterà inevitabilmente un sovvenzionamento statale. Questo rischio deve essere meglio valutato prima di lanciarsi «alla cieca», ha sostenuto Priska Wismer-Felder (Centro/LU).

Per Benjamin Roduit (Centro/VS), è necessario riaprire la porta al nucleare, i cui sviluppi lasciano presagire un’energia pulita e sicura. Ma «non si tratta di dare un assegno in bianco il cui prezzo sarebbe un freno alle energie rinnovabili», secondo il vallesano. Yvonne Bürgin (Centro/ZH) ha stimato il costo di un nuovo reattore a circa 13 miliardi di franchi.

Domani il Consiglio degli Stati dovrà confermare la decisione del Consiglio nazionale. A marzo aveva adottato con 26 voti contro 12 il controprogetto del Governo.


2 ore fa

Anche gli Stati chiedono la riabilitazione di chi ha combattuto nella Resistenza

Gli Svizzeri che hanno combattuto nella Resistenza francese e italiana durante la Seconda guerra mondiale, e per questo condannati dai tribunali elvetici dell’epoca (un’ottantina di persone), andrebbero riabilitati.

Dopo il Consiglio nazionale, oggi anche quello degli Stati ha approvato (con 35 voti favorevoli, 4 contrari e 3 astenuti) un progetto in tal senso. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

Per la maggioranza del plenum, le azioni di quei volontari erano legittime poiché guidate da una giusta causa volta a far trionfare la democrazia.

All’epoca, e ciò vale anche oggi, ogni cittadino svizzero che si arruolava in un esercito straniero commetteva un reato punibile dal codice penale militare. Questa riabilitazione non rappresenta una critica nei confronti della autorità dell’epoca, che hanno agito applicando le leggi vigenti, ha sottolineato il direttore del Dipartimento di giustizia Beat Jans. Il divieto di servire in un esercito straniero non viene messo in dubbio e rimane valido ancora oggi.

2 ore fa

Stati: il Governo deve giustificare l'uso del diritto di necessità

Dopo le esperienze fatte durante la pandemia di coronavirus o la crisi di UBS, in futuro il Consiglio federale dovrebbe essere obbligato a motivare in modo dettagliato ogni uso del diritto di necessità in periodi di crisi.

È quanto prevede il progetto di legge che si basa sull’iniziativa parlamentare del consigliere agli Stati Andrea Caroni (PLR/AR) e che è stato approvato all’unanimità dalla Camera alta.

Il ricorso al diritto di necessità si impone quando il diritto ordinario non offre una soluzione adeguata per gestire una situazione delicata. Il Consiglio federale può allora emanare ordinanze e prendere decisioni basandosi direttamente sulla Costituzione federale.

Il dossier passa ora al Consiglio nazionale.

2 ore fa

Tassa salute: deduzione da ristorni contraria ad accordi con l'Italia

Una deduzione parziale dai ristorni del ricavato generato dalla tassa sulla salute, che l’Italia intende applicare ai “vecchi” frontalieri, sarebbe contraria agli accordi fra Berna e Roma su questi lavoratori. È quanto ha ribadito il Governo in una risposta scritta a una domanda del consigliere nazionale ticinese Piero Marchesi.

Il parlamentare UDC aveva chiesto al Governo di fare chiarezza sulla questione e se considerasse tale contributo sanitario italiano ai frontalieri come un’imposta o una tassa. Una perizia commissionata dal Consiglio di Stato ticinese qualifica infatti tale contributo ai frontalieri come un’imposta contraria agli accordi vigenti e potrebbe indurre l’Esecutivo ticinese a bloccare i ristorni.

Stando a una recente risposta a un’interpellanza del consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, il Consiglio federale considera invece tale contributo come una tassa, ha precisato Marchesi.

Nella sua risposta odierna, il Governo ricorda dapprima che la cosiddetta tassa sulla salute non è ancora stata introdotta. Inoltre, un’analisi della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), l’autorità svizzera competente in questa materia, nonché una perizia esterna realizzata su suo incarico, ha concluso che l’introduzione del contributo sanitario italiano vincolato a uno scopo specifico sarebbe conforme sia alla Convenzione contro le doppie imposizioni sia all’Accordo sui frontalieri tra la Svizzera e l’Italia.

Su questo tema, aggiunge il Consiglio federale nella sua risposta, sono attualmente in corso colloqui con il Canton Ticino da un lato e con l’Italia dall’altro. In tale contesto, l’analisi della SFI e la perizia esterna sono a disposizione del Cantone Ticino, se necessario. L’eventuale pubblicazione dovrà essere valutata nell’ambito di questi colloqui, precisa ancora il Governo.

Infine, conclude il Governo, una deduzione parziale dei pagamenti compensativi o qualsiasi altra misura unilaterale di simile natura - come il blocco dei ristorni, di cui si discute in Ticino - costituirebbe una violazione dell’Accordo sui frontalieri.

Oggi, 16:39

Legge sui diritti politici, appianate le divergenze

Via libera alla revisione della legge federale sui diritti politici (LDP). Lunedì il Consiglio nazionale ha eliminato le ultime divergenze che ancora l’opponevano alla Camera dei cantoni. Il dossier è così pronto le votazioni finali.

Le novità riguardano in particolare lo svolgimento delle votazioni federali, l’iter giurisdizionale per i ricorsi sulle elezioni e votazioni, nonché l’istituzione di una base legale per le prove di raccolta elettronica delle firme (e-collecting).

Grazie a quest’ultima modifica i comitati di iniziativa e di referendum dovrebbero poter raccogliere, in via sperimentale, le firme per via elettronica. Ma prima ci sarà una fase di sperimentazione intensiva.

Gli ultimi punti di disaccordo riguardavano le regole per fissare le date delle votazioni sulle iniziative e sui referendum. Il Consiglio nazionale voleva imporre maggiori vincoli al Consiglio federale per evitare il rischio di manovre politiche. La Camera dei Cantoni vi si è sempre opposta. Oggi il Nazionale - con 94 voti a 86 - si è allineato a questa decisione.

Oggi, 16:25

Programmi di ricerca UE: gli Stati sbloccano 58,3 milioni

Dopo il Nazionale, lunedì il Consiglio degli Stati ha accettato di sbloccare 58,3 milioni di franchi per i programmi di ricerca dell’UE. L’importo si inserisce nel supplemento al preventivo 2026 di quasi 90 milioni.

Il supplemento confluirà nel contributo obbligatorio per partecipare ai programmi europei come Horizon Europe ed Euratom. La Svizzera è nuovamente associata a questi programmi dal 2025, dopo diversi anni di gelo.

Solo l’UDC era contraria. Accusa l’UE di prendersi gioco della Svizzera aumentando i budget necessari per partecipare ai suoi programmi.

Oggi, 07:59

Dibattiti dalle 14.30, il programma della giornata

Riprendono con la tradizionale Ora delle domande i dibattiti odierni al Consiglio nazionale (14.30-19.00). Seguirà l’esame, a livello di divergenze, della legge sui diritti politici.

In particolare, vi è disaccordo sulle regole per la fissazione delle date delle votazioni relative alle iniziative e ai referendum. La Camera del popolo proseguirà in seguito le discussioni, iniziate la settimana scorsa, sull’iniziativa popolare “Stop al blackout” con cui s’intende consentire la costruzione di nuove centrali atomiche.

Il Consiglio degli Stati (15.15-20.00) incomincerà la seduta esaminando il consuntivo del 2025 e la prima aggiunta al preventivo 2026. Fra i temi del giorno anche la riabilitazione di chi combatté nella resistenza francese o italiana.