Il governo svizzero vuole intensificare la collaborazione tra politecnici e armasuisse, l’ufficio federale d’armamento. L’intenzione è rafforzare la ricerca e l’innovazione in materia di sicurezza in Svizzera. Oggi il Consiglio dei politecnici ha risposto, mettendo dei paletti, e ribadendo che resta prioritaria la ricerca in ambito civile.
Ricerca fuori dai campus
Un punto è stato chiarito subito. “Questa nuova collaborazione si svolgerà al di fuori dei politecnici federali”, ha detto Gian-Andri Casutt. Le sedi concrete dove verranno svolte queste ricerche, continua il responsabile comunicazione del Consiglio dei politecnici federali, non sono ancora state definite.
La scelta di uscire dai campus tradizionali è invece subito spiegata. “Quando c’è questa collaborazione per la difesa ci sono anche tanti aspetti come la sicurezza, da proteggere. È importante avere un posto speciale e controllato”, dice Casutt ai microfoni del Radiogiornale della RSI.
Partecipazione volontaria per i ricercatori
I ricercatori dei politecnici, saranno liberi di scegliere se prendere parte alle attività nel settore della difesa. Sempre sulla nota diffusa dal Consiglio dei politecnici, si legge anche che ci si riserva il diritto di escludere tecnologie specifiche - e i loro campi di applicazione - da questa collaborazione. “Il lavoro principale per i politecnici continuerà a concentrarsi sul settore civile”, sottolinea Casutt.
Una decisione legata al contesto geopolitico
Un’apertura accettata dunque unicamente per non contrariare il Consiglio Federale e la sua richiesta di maggiore collaborazione con il settore militare? “Il Consiglio dei politecnici ha detto chiaramente sì a una maggiore collaborazione. Questa è una novità per il settore dei politecnici, il fatto di essere presenti anche nella ricerca per la difesa”, afferma Casutt. Il Consiglio dei politecnici ha preso questa decisione anche in base alla situazione geopolitica e vuole contribuire anche a rafforzare la difesa della Svizzera”.


