Pier Giorgio Michel, memoria storica di Via Nassa
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Ticino e Grigioni

Dentro la crisi di Via Nassa a Lugano - Joe Pieracci e Fabio Salmina

  • 18.10.2016

Sfrattato dopo 43 anni. L'Ottico Michel a fine mese dovrà chiudere i battenti. E così sono una decina i commerci che, negli ultimi anni, hanno dovuto - o dovranno - dire addio a Via Nassa, forse la via dello shopping più famosa del Ticino.

Il cambiamento della clientela dovuto alla fine del segreto bancario, gli affitti troppo alti, la scarsa raggiungibilità a causa delle modifiche alla viabilità introdotte dal PVP, il caro parcheggi in centro, il calo del turismo ed infine la sempre maggiore difficoltà nel trovare una successione in caso di impresa a livello famigliare. Sono questi, secondo Pier Giorgio Michel, memoria storica di Via Nassa, i principali motivi che stanno alla base delle varie chiusure, ravvicinate, che stanno modificando il volto del salotto buono della città.

Secondo i dati del Municipio, fino al 2015, nell’ambito del commercio al dettaglio in città si sono registrate 17 partenze e 79 arrivi Dunque non si registra "una tendenza alla diminuzione delle attività economiche". L'esecutivo cittadino, in risposta ad un'iinterrogazione del gruppo UDC dello scorso mese di maggio, riconosce tuttavia la presenza di alcuni fattori che possono portare alla chiusura di determinati commerci: l’e-commerce, la concorrenzialità delle zone di confine e dei grandi centri commerciali, gli affitti e la tendenza per alcuni comparti (ad esempio Via Nassa) "all’eccessiva settorializzazione” verso negozi di alta gamma.

Negli anni questa via ha sempre saputo re-inventarsi. Saprà farlo anche stavolta? "La crisi - racconta infine Michel - dura da almeno cinque anni. Migliorare? Non sarà semplice. Io avevo dei subentranti, una pizzeria di Bellinzona. Ma non la vorranno..."

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