Una sorpresa, sgradita, questa mattina per diversi cittadini che hanno trovato nella posta un richiamo dalle autorità cantonali per non aver inviato la dichiarazione d’imposta secondo i tempi previsti dalla legge. Cioè il 30 aprile. Fin qui nulla di speciale, se non che la dichiarazione l’avevano già mandata. Alcuni con largo anticipo.
Stando a quanto ha dichiarato a SEIDISERA Giordano Macchi, direttore della Divisione delle contribuzioni del DFE, è relativamente elevato il numero dei contribuenti che hanno ricevuto il richiamo, malgrado abbiano rispettato la legge. Un numero non è possibile fornirlo, “ma - secondo Macchi - deve trattarsi di un numero di casi abbastanza importante, perché le nostre cancellerie nella giornata odierna sono state abbastanza sollecitate”.
Chi ha già ricevuto il richiamo sa che i toni sono asciutti, scarni. Avete venti giorni per evitare sanzioni, altrimenti pagherete una diffida, si può leggere nello scritto. E conseguenti sono stati i toni infastiditi di chi ha segnalato l’errore alla RSI e di chi si è pure espresso sui social media sapendo di aver rispettato i tempi.
Ancora Macchi ha spiegato cosa è successo: “È un problema circoscritto a chi fa l’invio cartaceo. L’invio digitale non ha minimamente questo problema, quindi chi fa l’invio elettronico può stare tranquillo. Per l’invio cartaceo, il problema tecnico è stato che non siamo riusciti a registrare il rientro della dichiarazione e quindi a livello di tempistica il nostro sistema di controllo ha mandato dei richiami appunto perché è mancata la registrazione del rientro. Ma posso tranquillizzare i cittadini è che le dichiarazioni sono presso di noi”.
Ma cosa devono fare i cittadini che oggi si sono visti recapitare un richiamo? “Devono stare tranquilli, devono considerare questo richiamo un piccolo disguido tecnico privo di effetto. Non appena i problemi tecnici sono risolti, verranno informati che è tutto a posto”.
In poche parole serve pazienza.
SEIDISERA del 22.05.26, il servizio di Alessandro Broggini




