Interrogare in modo critico le fonti è un compito della scuola: la direzione del Liceo di Bellinzona risponde così alle critiche sulla proiezione di un documentario filo-russo sul conflitto in Ucraina durante le giornate autogestite.
“Maidan: la strada verso la guerra” è un documentario che racconta la guerra in Ucraina in ottica filorussa, a partire dalle proteste del 2013 di Maidan. A produrlo, l’emittente di Stato russa sanzionata sul territorio dell’Unione europea come strumento di propaganda del Cremlino. Un documentario proiettato mercoledì mattina in un’aula del Liceo di Bellinzona in occasione delle giornate autogestite. Quest’attività, nei giorni scorsi, ha suscitato reazioni contrastanti: MPS e alcuni ucraini residenti in Ticino si sono opposti, mentre il Partito Comunista ha appoggiato la scelta.
“Naturalmente la direzione si assume la responsabilità di quello che capita all’interno di un istituto scolastico. Gli allievi ci propongono il catalogo delle attività che organizzano e noi le vagliamo tutte”, ha dichiarato alle telecamere del Quotidiano della RSI Nicola Pinchetti, direttore del Liceo di Bellinzona. “Abbiamo spiegato che è un documentario di parte. È un esercizio che facciamo sempre, come docenti, quello di interrogare in modo critico le fonti. Abbiamo spiegato che ci sono anche altri punti di vista. E questo senza voler in alcun modo urtare sensibilità, che noi riconosciamo importanti, della popolazione ucraina”.
La RSI avrebbe voluto intervistare anche gli studenti a riguardo, ma la direzione non lo ha consentito. Su 700 allievi, inizialmente solo 6 si erano iscritti alla proiezione del documentario russo.. Oggi tra docenti e studenti erano circa una ventina.







