Ticino e Grigioni

Vallemaggia due anni dopo, tra ferite aperte e rimarginate

Il punto del Governo ticinese sulla ricostruzione dopo l’alluvione - 14 progetti portati a termine e nuovo ponte di Visletto pronto in autunno

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Un'immagine aggiornata del cantiere del nuovo ponte a Visletto

Un'immagine aggiornata del cantiere del nuovo ponte a Visletto

  • Canton Ticino
Di: ATS/Spi 

Due anni dopo il maltempo devastante che ha colpito la Vallemaggia, 14 dei 30 progetti di ricostruzione sono stati portati a termine. Il nuovo ponte nei pressi di Visletto dovrebbe essere completato in autunno.

“È un momento carico di emozione”, ha dichiarato Claudio Zali, presidente del Governo ticinese, durante una conferenza stampa organizzata martedì per fare il punto sullo stato dei lavori di ripristino seguiti alla calamità della notte tra il 29 e il 30 giugno 2024. “Spero che non si ripeta mai più”, ha detto il direttore del Dipartimento del territorio.

“Il ponte spazzato via dalle acque nei pressi di Visletto simboleggia le profonde ferite inflitte alla valle”, gli ha fatto eco il consigliere di Stato Norman Gobbi. “Ci vorrà tempo per sanarle”.

Il nuovo argine sulla strada a Menzonio

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A due anni dall’evento, tutti gli interventi urgenti di competenza cantonale sono stati avviati o conclusi. Parallelamente sono stati aggiornati i principali Piani delle zone di pericolo della Valle Bavona (Comune di Cevio) e del Comune di Lavizzara, strumenti fondamentali per accrescere la sicurezza del territorio.

Legname nell'alveo a Cevio

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Tra le opere più significative figura la ricostruzione del ponte di Visletto, destinato a tornare pienamente operativo nel novembre di quest’anno. Il nuovo manufatto, lungo 146 metri e largo 8 metri, rappresenta molto più di un semplice collegamento stradale: “Il ponte garantirà una migliore resilienza delle infrastrutture e ospiterà al proprio interno le principali reti di servizio indispensabili per il funzionamento della valle, dalle telecomunicazioni all’approvvigionamento idrico ed energetico”, ha spiegato l’autorità cantonale. L’investimento per questo manufatto ammonta a circa 9 milioni di franchi, ai quali si aggiungeranno ulteriori interventi di sistemazione e valorizzazione dell’area.

La riva del fiume liberata dai tronchi

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Le stime aggiornate indicano danni e costi complessivi di ricostruzione pari a circa 100 milioni di franchi. Di questi, 44,5 milioni sono assunti dal Cantone: 26,9 milioni riguardano interventi su infrastrutture cantonali, mentre 17,6 milioni sono destinati agli enti locali sotto forma di sussidi. La Confederazione contribuisce attualmente con 14,3 milioni di franchi attraverso i consueti strumenti di sostegno.

Resta inoltre tuttora pendente presso le Camere federali la proposta di aiuto straordinario avanzata dal Consiglio federale, finalizzata a partecipare alla copertura dei costi rimanenti a carico degli enti locali, che ammontano attualmente a 41.2 milioni di franchi.

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In Vallemaggia proiettato il film che si fermò per l'alluvione

Il Quotidiano 26.06.2026, 19:00

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