Viaggiare condotti per mano dall’intelligenza artificiale verso destinazioni, alberghi e ristoranti? Più che il futuro del settore, è già il presente. Sicuramente a Locarno, dove questo mercoledì Ticino Turismo ha organizzato una giornata, con oltre 400 partecipanti, concentrata anche sull’impatto che l’IA avrà sempre più nella scelta.
Un mondo forse un po’ triste, sicuramente poco romantico, dove noi viaggiatori ci affidiamo per i consigli e le prenotazioni all’intelligenza artificiale che sceglie per noi. Magari dialogando con l’IA del sito dell’albergo, perché questo sembra essere il futuro del settore... “Il futuro non è tanto quello che ci piace, ma quello su cui vengono fatti i grandi investimenti dalle grandissime imprese. Lì, c’è il futuro”, osserva Fernando Alberti, direttore del Porter Institute di Boston, centro di ricerca sulla competitività. “Ci piace, non ci piace. Forse passa un po’ più in secondo piano questo aspetto”.

Il turismo e l'intelligenza artificiale, se ne parla
Il Quotidiano 28.10.2026, 19:00
Una situazione, continua Puorto, che sgrava da “tutta quella che è la frizione dell’acquisto e della logistica di un viaggio. Ma rimuove anche, a mio avviso, un elemento centrale del viaggio che è anche quello di perdersi o di prenotare qualcosa sbagliando. E in definitiva trovarsi in una situazione che poi diventa magari una parte centrale dell’esperienza”. Perché sbagliare è anche il bello di viaggiare e poi è quello che crea i ricordi.
Anche se, ha affermato con una provocazione Fernando Alberti, chiedersi come l’intelligenza artificiale cambierà il turismo è fondamentalmente la domanda sbagliata da farsi. “Credo che sia un po’ lo sport di tutti, no? Quello di pensare a come l’IA influenza qualunque cosa, In questo caso stiamo dicendo come influenza il turismo, vendendola però più come un mezzo che non come un abilitatore”.
Ma qual è il cambiamento più tangibile, più immediato? Il fatto che l’intelligenza artificiale permetterà una personalizzazione quasi estrema di ogni esperienza, di ogni viaggio? “Credo - risponde Alberti - che il cambiamento più marcato sia proprio l’interagire con degli agenti”. Agenti che sono entità virtuali di intelligenza artificiale.
“L’agente ovviamente non è così sensibile alla dimensione emozionale o alle immagini o al ricordo, ma è molto più sensibile all’informazione, alla qualità e alla profondità dell’informazione. Per questo deve cambiare proprio il nostro modo di dialogare con il pubblico. In un’industria come quella del turismo, quella con il pubblico è la relazione principale da cui poi si origina tutta l’attività di impresa”.
Ma l’intelligenza artificiale non rifà i letti, non cucina, non arreda le stanze. Dunque è lì che il settore può e deve concentrarsi per fare la differenza? “Questo è uno dei temi che a me sta particolarmente a cuore”, risponde Simone Puorto. “In un mondo in cui tutto può essere automatizzato, avere dall’altra parte un essere umano, in verità potrebbe essere il lusso ultimo e definitivo. Quindi, a mio avviso, potrebbe esserci una certa riscoperta dell’umanità. Dico sempre lasciamo fare alle macchine e agli umani quello che ognuno di questi sa fare meglio”.
Ticino Turismo, Angelo Trotta: “Il timore? Diventare obsoleti”
L’intelligenza artificiale applicata al mondo della promozione turistica stimola, ma crea anche timore: “L’aspetto che personalmente mi spaventa di più è che ci potrebbe essere il rischio che le organizzazioni turistiche diventino obsolete”, afferma Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo. “Per esempio, stiamo già assistendo ad una forte decrescita dei visitatori sui nostri siti internet. Il mio collega di Zurigo, qualche settimane fa, ha già anticipato che entro tre anni spegneranno il loro sito di Zurigo Turismo. Proprio perché tra alcuni anni i turisti chiederanno tutto all’intelligenza artificiale. D’altro canto, però, è importante esserci”.







