Esattamente un mese fa, quella che doveva essere una serata di festa per accogliere l’anno nuovo si è trasformata in una tragedia che ha profondamente segnato la Svizzera e i Paesi vicini. Il rogo si è preso la vita di 40 persone, per lo più giovani e giovanissimi, e ha lasciato ferite indelebili nel corpo, nell’animo e nella coscienza collettiva del Vallese e del resto della Confederazione. In una vicenda con un “prima” e un “dopo”, Storie dedica una puntata alla domanda: come affrontare il “dopo” di un tale disastro?
Tanti sono i dubbi ancora senza risposta e, con un’inchiesta in corso, i parenti delle vittime non possono che aspettare il verdetto della giustizia. Ma tra il dolore, la solidarietà, le polemiche, le accuse e persino le tensioni politiche generate da questa tragedia, sono numerose le storie di chi affronta quotidianamente le conseguenze dell’incendio e che spesso sono meno conosciute dei fatti stessi.
La puntata di domenica di Storie si concentrerà sui racconti inediti dei genitori di alcuni giovani che la notte del 1° gennaio si trovavano nel locale Le Constellation e che sono sopravvissuti alle fiamme, sebbene con ustioni molto gravi. Alle loro voci si aggiungerà quella di una giovanissima ragazza che è riuscita a fuggire dal locale senza riportare danni fisici, ma che dovrà fare i conti con le ferite psicologiche di questo dramma.
Attraverso le interviste inedite che lo compongono, il documentario realizzato da Yannick Tenet ed Elisabeth Logean narra la quotidianità delle famiglie di quattro ragazzi ricoverati nei reparti Grandi Ustionati della Svizzera e dei Paesi vicini. Dai loro racconti sarà possibile scoprire come anche la vita di queste famiglie sia stata ripetutamente sconvolta dal rogo di Crans-Montana: prima la paura di aver perso i propri figli, poi il sollievo di scoprirli ancora in vita, per trovarsi, ancora, a seguirli dall’altro capo della Svizzera o addirittura all’estero. E tutto ciò non può che imporre un conto pesante sul piano personale e umano, oltre che su quello materiale. Su questo fronte i primi aiuti economici annunciati dal Canton Vallese possono fornire un sostegno temporaneo, ma più che un risarcimento queste famiglie reclamano giustizia e, soprattutto, desiderano riavere a casa i propri figli.
A margine del documentario, Philippe Blanc accoglierà in studio Davide Livio, psicologo ed esperto di psicologia dell’emergenza, che spiegherà come affrontare l’impatto psicologico che una tale tragedia può avere anche su chi non ne è stato direttamente toccato. Perché sì, un evento catastrofico come l’incendio di Crans-Montana può avere un impatto anche su chi lo ha vissuto solo attraverso i notiziari e i social media.
Crans Montana: come tornare a vivere dopo la tragedia? (5./5)
In altre parole 16.01.2026, 08:18
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