Wallsend: la storia dei Police e di Sting

Radio-documentario a cura di Alessandro Bertoglio

Sting, Texas 2019 (Keystone)

Buon Compleanno Sting!

Festeggiamo i suoi 70 anni con le parole di Gian Luca Verga, il radio-documentario di Alessandro Bertoglio e un favoloso documentario su LA 2!

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Gian Luca Verga racconta:
Era una notte calda e appiccicosa, una notte di quelle che il Montreux Jazz Festival spesso regalava inebriando di musica il suo popolo estraendo meraviglie dal cilindro. E noi siamo li con Rete Tre nei primi anni ’90 a trasmettere i concerti, a intervistare l’intervistabile, a far la posta agli artisti. Quell’anno è di scena pure Sting con i suoi Police, o meglio, solo Andy Summer.  Ma frequenta la kermesse anche per promuove un musicista sul quale stava investendo,  ma di cui si son perse presto le tracce. Ovviamente chiediamo per l’intervista: è gentile, educato, annuisce, accetta ma rimanda ad oltranza. Passa un giorno, ne passa un altro e un altro ancora. Lo incontriamo, lo incrociamo più volte di giorno e di notte; ci siamo pure sorseggiati una birra chiacchierando amabilmente.  E quando transita davanti alla nostra postazione saluta, sorride, ma l’intervista nisba. Una sera lo blocchiamo esasperati, ci rifugiamo vicino ai cassonetti della spazzatura e, spalle al muro, scatta finalmente l’incontro; sostenuto da un capannello di gente che si moltiplica minuto dopo minuto. Incredula e in religioso silenzio.

Al termine tutti in sala per i concerti, per vivere la consueta maratona musicale. A notte davvero inoltrata entrando nel backstage per raccogliere gli umori del “dopo partita”  una sound engineer dei leggendari Mountain Studios su istigazione di un divertito Brian May (che oltre a vederci in quei giorni in affanno ci fece da cicerone per una visita guidata , lacrime incluse perché Freddie era scomparso da pochi mesi) mi scorge e prendendo Sting per la collottola ci obbliga contro il muro per questo scatto fotografico. Lui, Sting, fresco come una rosa, io in piedi da 20 ore, sudato, appiccicoso, capelli bagnati da poco sotto una fontanella, stravolto.

Negli anni successivi l’ ho intercettato più volte: ancora a Montreux, a un paio di suoi concerti tra Milano e Zurigo o al Pavarotti International del ‘93. In quell’occasione si presentò con moglie e un paio di figlioli. Erano reduci da alcune perlustrazioni in Toscana (la tenuta che adocchiarono fuori Firenze l’acquistarono poco tempo)  e accettarono l’intervista dopo i colleghi della BBC, ai quali dovetti regalare un paio di bobine in quanto scordate in albergo. Sting mi riconobbe, evocammo l’episodio di Montreux dell’anno precedente, raccontò brevemente a Trudy, la moglie, dell’intervista tra i rifiuti, ridevano di gusto. Ma fu un mezzo incubo in quanto un pargoletto (credo fosse Jake), incantato dal vecchio Stellavox a bobina che girava iniziò a toccarlo, a spostare leve e levette, a infilare le dita in ogni pertugio, a modificare le impostazioni a casaccio.  In sostanza trascorsi l’intera intervista, sudando, a bloccargli le mano, a stringerle, a domare il mio nervosismo sfoggiando il sorriso di circostanza mentre lui “tofignava” sotto gli occhi benevoli e divertiti di mammà e di papà. La sera poi, alla cena di rito con invitati, artisti e giornalisti finii  alla tavolata  anche con la famiglia di Sting che tra l’altro duettò con Pavarotti.  Tra un bicchiere e l’altro Trudy si prese qualche minuto per scusarsi e stigmatizzare il comportamento del pargolo, assicurandosi comunque della buona riuscita della registrazione. E convenemmo che sono bambini; cosa vuoi farci, no?  

Il radio-documentario "Sting, i 70 anni di un predestinato" di Alessandro Bertoglio:

A Wallsend, cittadina sulla sponda settentrionale del fiume Tyne, tra Newcastle e il Mare del Nord, 70 anni fa, il 2 ottobre del 1951, nasceva Gordon Matthew Thomas Sumner. Un ragazzo destinato a grandi successi in campo musicale, ma cresciuto aiutando il papà a consegnare le bottiglie di latte ai clienti della bottega di famiglia. Quando riceve in regalo una vecchia chitarra da un amico di famiglia, investe i pochi soldi messi da parte per comprare un libro ed imparare ad accordarla e suonarla. Ed inizia a suonarla con dei piccoli gruppi locali, finché nel 1973 tra le fila dei Phoenix Jazzmen, si compie la trasformazione da Gordon a Sting: colpa di un maglione a strisce gialle e nere. La musica diventa quasi una professione, divisa con l’insegnamento, giusto per sbarcare il lunario. Il trasferimento a Londra cambierà definitivamente la sua vita, insieme all'incontro con un ragazzo americano, batterista di una delle band più amate dell’underground londinese, i Curved Air...

Qui inizia la storia dei Police e di Sting grandissima rockstar, che vi raccontiamo in questo radio-documentario.

 

E non perdetevi il documentario su LA 2 il 7 ottobre alle 22:30: BRIAN JOHNSON, UNA VITA ON THE ROAD – STING
La voce storica degli AC/DC passeggia per le strade di New York con Sting ripercorrendo il suo intenso percorso artistico che lo ha portato, dapprima con i Police e poi come solista, nell'olimpo delle star mondiali.

 

 

 

 

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