Kanye West a Parigi lo scorso 23 gennaio
Kanye West a Parigi lo scorso 23 gennaio (Keystone)

La musica di Kanye West vale più di quella di Bob Dylan?

Il rapper sta cercando di vendere il suo catalogo musicale per una cifra astronomica, ma il vecchio rock domina ancora questo tipo di business

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Secondo indiscrezioni riportate da Billboard Kanye West sta cercando di vendere il suo catalogo musicale, seguendo uno schema già visto. Negli ultimi anni infatti è stato difficile non notare le notizie che raccontavano di musicisti capaci di separarsi dalla loro produzione di una vita in cambio di cifre da capogiro: Bob Dylan, Bruce Springsteen, Neil Young, Sting sono solo alcuni dei nomi coinvolti, ed è facile notare come siano quasi tutti appartenenti alla vecchia generazione del rock.

Kanye West
Kanye West (reuters)

Kanye: la musica per sopperire alle perdite della moda?

Ma torniamo a Kanye West o, come si fa chiamare oggi, semplicemente Ye: da un paio d'anni il rapper è entrato nella lista dei miliardari americani, ma non grazie alla sua musica.
La parte più importante della carriera di Kanye (almeno dal punto di vista commerciale) è infatti quella nella moda, dal tentativo iniziale di lanciare una linea di abbigliamento mai diventata realtà al monumentale accordo con Nike, come primo non atleta a collaborare ufficialmente con il più importante marchio sportivo al mondo per una linea di scarpe chiamate Air Yeezy; e poi ancora alla nuova fase in cui – cercando più libertà creativa, e soprattutto più diritti sulle vendite – ha portato il suo marchio tra le braccia del maggior concorrente del colosso americano, i tedeschi di adidas. Oggi Yeezy/adidas è il primo esempio di collaborazione integrata tra un musicista/designer e un grande marchio sportivo: Kanye mette le idee di stile e di marketing, adidas il know how, la produzione e la distribuzione di abbigliamento e scarpe. È così che West è diventato (davvero) ricco: il giro d'affari legato al marchio Yeezy è stato valutato circa un miliardo e mezzo di dollari negli scorsi anni.
Presto però questa collaborazione potrebbe finire, almeno a giudicare dagli attacchi lanciati da Ye via social media contro il colosso tedesco. Il peggiore? Sicuramente postare una finta pagina del New York Times che annunciava la morte del CEO di adidas, Kasper Rørsted. Senza dubbio Kanye West non è nuovo a comportamenti a dir poco avventati sui suoi profili social, ma questa volta la frattura professionale e personale sembra evidente. Tuttavia rinunciare ai 200 milioni di dollari l'anno che adidas versa direttamente nelle casse del musicista non deve essere facilissimo: che sia questo il motivo per cui Ye sta cercando di fare cassa con la musica?

Quanto soldi vale il catalogo di un artista?

Inutile discutere del fatto che quando gli artisti diventano businessman, e la musica diventa una parte secondaria dei loro affari, beh, è probabile che ci perda chi, la musica, la ascolta. Meglio pensare all'unica cosa che conta: i soldi.
Sempre secondo Billboard, Kanye sta cercando una valutazione da capogiro, fino a 35 volte profitto lordo annuale generato dalla sua musica. Secondo le stime della rivista specializzata, le canzoni del catalogo di West generano circa 13,25 milioni di dollari in diritti di pubblicazione ogni dodici mesi, ma poiché ogni brano dei suoi ultimi album può avere da 10 a 24 autori accreditati (compresi gli autori delle canzoni campionate), si può calcolare che West abbia una quota del 35% della scrittura sui primi quattro album, mentre sui successivi sembra la quota scende al 20%. Di conseguenza, i suoi guadagni effettivi sarebbero di circa 5 milioni di dollari l'anno, che moltiplicato per 35 fa 175 milioni di dollari: questo il prezzo fissato dall'autore.
Il problema è che una tale valutazione relativa non è mai stata raggiunta: anche i cataloghi di Bob Dylan e Bruce Springsteen sono stati venduti per multipli minori di 30 volte il profitto annuale. Che West pensi di valere più di chiunque altro nella storia della musica non stupisce, visto l'ego smisurato che ha dimostrato migliaia di volte nel corso della sua carriera, e tuttavia può essere interessante capire come ragiona chi ha la possibilità di comprarsi la sua musica, o quella di Bob Dylan. Secondo il Financial Times, i potenziali acquirenti cercano quelli che definiscono “successi comprovati”, cioè canzoni capaci di resistere per decenni: in fondo, si tratta di un investimento di lungo periodo. Tuttavia, sempre secondo il Financial Times, nel 2020 circa la metà degli stream dal passato era costituita da canzoni degli anni 2010, un decennio dominato dall'hip hop e dall'R&B, e solo il 12% da canzoni prodotte prima del 1980. Il sospetto è che, semplicemente, questi fondi di investimento siano guidati da uomini bianchi di una certa età, che quindi siano naturalmente più portati verso Bruce Springsteen, non verso Nas. Ma ci sono anche motivi più razionali: le canzoni dei primi rapper, che sono abbastanza vecchie da essere “successi comprovati” spesso non sono facilmente sfruttabili a fini commerciali: la musica dei Public Enemy o di Tupac difficilmente potrà essere usata per la pubblicità di un'auto.

Bob Dylan a Los Angeles nel 2013
Bob Dylan a Los Angeles nel 2013 (Keystone)

Ecco perché, ancora oggi, la musica di Bob Dylan vale – o meglio, costa – più di quella di Kanye West, indipendentemente dall'opinione di quest'ultimo. Ma siamo certi che anche quest'ultimo bastione del dominio del rock sulla musica popolare globale sia destinato a cadere molto presto...

(Michele R. Serra)

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