Il noto cantautore italiano, qui durante un concerto a Barcellona nel 2013
Il noto cantautore italiano, qui durante un concerto a Barcellona nel 2013 (keystone)

Omaggio a Franco Battiato

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In occasione del suo recente compleanno, Gian Luca Verga lo ricordava così:
Girava voce che Franco fosse burbero, spigoloso, umorale. Voci che rimbalzando si alimentavano per raggiungere lo status di leggenda metropolitana.  E giravano ammantate di gustosi aneddoti sin dal primo dei numerosi incontri, dunque dai primi anni ‘90.  Certo lo status artistico e intellettuale dell’artista siciliano lo suggeriva.  Ieratico, distaccato dalle “cose del mondo”, snob.  E l’occuparsi della cura della propria anima anche attraverso una costante ricerca spirituale, stupidamente ne falsavano la percezione. Eppure, il prima incontro che avvenne al tavolo di un ristorante abbarbicato sulle alture di Sanremo, al termine di una delle serate conviviali organizzate dal Club Tenco, sciolse queste convinzioni indotte. A metà serata mi ritrovai a un tavolo con lui, Fiorella Mannoia, Francesco Guccini e altri commensali, giornalisti e addetti ai lavori.  Conobbi un Franco Battiato solare, spiritoso, divertente.  Un ottimo affabulatore che raccontava aneddoti gustosi e, udite udite anche barzellette. Spruzzate dal suo aplomb britannico e condite da alcune gustosa espressione siciliana. Era uno spettacolo guardarlo e sentirlo ridere di gusto mentre poche ore prima, sul palco dell’Ariston, seduto a gambe incrociate su un tappeto persiano aveva sobillato i sensi del pubblico regalando gioia e commozione. E il giorno dopo raccolsi la prima intervista. Un interlocutore formidabile, acuto, spiritoso che esprimeva concetti anche originali, che percorreva logiche di pensiero affascinanti, che aveva idee precise tanto sulla musica quando “sulle cose del mondo”; e che amava la Svizzera.  Intratteneva rapporti d’amicizia con la scrittrice Fleur Jaeggy e la famiglia Pollina (Pippo abita a Zurigo), acquistava tappeti da un artigiano che operava nella “Svizzera primitiva” che li tesseva secondo tecniche particolari, ed era affascinato dal nostro quadrilinguismo, sedotto com’era dalle lingue, dalla babele di lingue che intrecciava il pianeta. Lo incontrai successivamente in un camerino a Campione con Manlio Sgalambro e credetemi: si divertivano prendendosi in giro e commentando “i fatti” con una squisita ironia degna dei due vecchietti del Muppett’s Show! Lo accolsi anche a Comano, al Palacongressi di Lugano, a Bellinzona, a Locarno. Ogni volta confermava la simpatia e il piacere dell’incontro e del colloquio, anche  col pubblico. Negli anni ho compreso che era solo l’idiozia e la stupidità umana che non sopportava e lo irritavano. E lo scudo protettiva allora poteva esser una sofisticata ironia o, appunto, un umore spigoloso.  Ma la sua ammaliante simpatia e disponibilità la sperimentò anche il pubblico degli Showcase della RSI quando nel 2007,  in occasione della pubblicazione del suo film” Niente è come sembra”,  fu ospite dello Studio 2 per ben due ore al mattino a raccontarsi anche in modo divertito e colorito, e la proiezione del film la sera, a Lux di Massagno con incontro pubblico annesso dopo aver gustato un piatto abbondante e mooolto apprezzato di penne al sugo. Franco è una buona forchetta!  Fu lunga e intensa la giornata quella che ci regalò, anche nei momenti extra mondani, che confermò la ricchezza d’animo e la presenza di spirito del nostro, l'acume e la fervida intelligenza anche emotiva, la capacità di cambiare registro a fronte degli argomenti, delle persone e delle situazioni. Argomentava con naturalezza di ermetismo classico e dell’amato Gurdjeff quanto del festival di Sanremo offrendoci sorrisi e risate indimenticabili.

Vi proponiamo una serie di trasmissioni che lo hanno visto ospite della RSI:

Era il novembre 2007, e Franco Battiato era ospite di Controluce, la trasmissione in cui Michele Fazioli ci ha abituato a grandi incontri con i protagonisti della contemporaneità. Quella con l’autore siciliano è stato un incontro vero, vibrante, da cui è uscita tutta la dimensione della ricerca artistica ma ancora più umana e filosofica di Battiato. Era un uomo poliedrico, profondo, che oscillava dai grandi successi musicali a una dimensione interiore profonda. E forse – pungolato dalle domande di Fazioli – da quella puntata di Controluce è emerso il segreto di Battiato: la capacità di pescare nella propria interiorità per parlare un linguaggio universale amato e compreso da molti suoi fan e ammiratori.

 

Nell’ ottobre del 2007 Franco Battiato fu ospite del Camelonte della RSI; un incontro pubblico allo Studio 2, condotto da Gian Luca Verga e Daniele Oldani. E furono due ore in cui l’artista siciliano si raccontò a ruota libera per la gioia del pubblico, stregato dall’umanità e dalla simpatia del musicista.

 

 

Sul Palco di Rete Uno ci delizieremo con la musica di un artista italiano che da poco ha compiuto 75 anni, 55 dei quali trascorsi a fare musica. Ma non solo, vista la sua duttilità e la sua intelligenza poco comune. Si è ritirato dalle scene sul finire dello scorso anno, ma Franco Battiato ci ha lasciato tantissimi dischi e tantissime dimostrazioni della sua arte, pittura, opera e cinema inclusi.

 

 

 

Alice è stata una fedele compagna di viaggio di Franco Battiato, col quale ha condiviso un percorso umano e artistico davvero significativo. Anche lei è stata ospite nell’ambito degli Showcase della RSI, occasione anche per parlare del suo pigmalione.

 

Michela Daghini incontra Giuseppe Pulina per riflettere attraverso le pagine del volume "La cura", dedicato al celebre brano di Franco Battiato considerato una tra le canzoni d’amore più alte dell’ultimo ventennio. Il libro ne propone un’interpretazione filosofica sottolineandone le sfumature, anche alla luce di quella parte della produzione di Battiato che riguarda l’amore nelle sue molteplici accezioni e, confrontandola con le riflessioni che il filosofo Manlio Sgalambro - coautore del testo - ha dedicato allo stesso tema. L'autore del volume, Giuseppe Pulina, giornalista e studioso del pensiero mitteleuropeo, ha al suo attivo vari saggi filosofici e dirige la rivista scientifica Mneme-Ammentos, semestrale di studi e ricerche che raccoglie contributi del mondo accademico promuovendo il dialogo tra scienze teologiche, e realtà culturali diverse.

 

Filosofo siciliano, poeta, aforista, paroliere tra il 1995 e il 2012 Manlio Sgalambro fu straordinario sodale di Franco Battiato. Questa un’intervista di Gian Luca Verga al celebre filosofo. 

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