(RSI/eb)
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05.08.2020 ore 15:35
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05.08.2020 ore 07:22

Beirut devastata

La potentissima esplosione avvenuta nell'area del porto ha provocato almeno 135 morti, 5'000 feriti e decine di dispersi
Ultimo aggiornamento mercoledì 05 agosto 2020 23:03

La potentissima esplosione, seguita a una prima deflagrazione, avvenuta martedì verso le 18 locali (le 17 in Svizzera) nell'area dei depositi del porto di Beirut ha devastato una vasta area della capitale del Libano dove vive oltre un milione di persone gettando nel caos l'intero paese.

L'ultimo bilancio, ancora provvisorio, stilato dalla Croce rossa libanese parla di almeno 135 morti, decine di dispersi e 5'000 feriti, tra cui anche l'ambasciatrice svizzera che se l'è cavata senza gravi conseguente e alcuni uomini della Forza interinale delle Nazioni Unite che si trovavano su una nave investita dall'esplosione. Gli ospedali sono al collasso e per tutta la notte hanno dovuto far fronte anche al flusso ininterrotto delle persone che cercano parenti e amici scomparsi.

Le autorità nazionali tendono ad escludere che all'origine vi sia un attentato. La tragedia sarebbe stata causata da un'operazione di saldatura che ha scatenato un incendio che, a sua volta, ha provocato l'esplosione di 2'750 tonnellate di nitrato di ammonio (una sostanza che rientra nella composizione di fertilizzanti, ma anche di esplosivi) sequestrate sei anni fa.

Dove è avvenuta l'esplosione
Dove è avvenuta l'esplosione (RSI)

 

La detonazione, udita fino a Cipro a circa 200 chilometri di distanza, ha raso al suolo gli edifici tra via Charles Helou e il mare, causando crolli ed ingenti danni in tutta l'area del centro città. La sua potenza ha provocato un'onda d'urto che ha mandato in frantumi i vetri a chilometri di distanza e un terremoto avvertito in tutto il paese.

di Diego Moles, Andrea Pasquot

05.08.2020 ore 22:28
Il municipio di Tel Aviv si illumina dei colori del Libano

La città israeliana di Tel Aviv ha illuminato il suo municipio con i colori della bandiera libanese in segno di solidarietà dopo l’esplosione che martedì ha colpito Beirut.

05.08.2020 ore 21:41
Khamenei: “Iran vicino al popolo libanese”

“Condividiamo il dolore per la catastrofe al porto di Beirut, che ha portato all’uccisione e al ferimento di molte persone”. Questo il messaggio di solidarietà della Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, al popolo libanese, secondo quanto riporta l’agenzia Fars. L’Iran, ha aggiunto Khamenei, “è al fianco della nazione libanese”.


La Torre Azadi di Teheran è stata illuminata questa sera con i colori della bandiera libanese, accompagnata dalla scritta: ‘Preghiamo per Beirut, preghiamo per il Libano’.

05.08.2020 ore 21:12
Quattro ex premier chiedono inchiesta internazionale

Quattro ex primi ministri libanesi (Saad Hariri, Najib Miqati, Fouad Saniora e Tammam Salam) hanno chiesto che sia una commissione d’inchiesta internazionale ad appurare le cause delle due gigantesche esplosioni dimartedì nel porto di Beirut. Lo riferisce il sito del quotidiano libanese An Nahar. i quattro ritengono necessario chiedere alle Nazioni Unite o alla Lega Araba di formare una commissione d’inchiesta internazionale araba, composta da giudici e investigatori “che siano professionali e imparziali”.

05.08.2020 ore 20:43
L'Italia invia due aerei con aiuti umanitari

L’Italia invierà due aerei con aiuti umanitari a Beirut. I due veivoli decolleranno nelle prossime ore con a bordo un team composto da vigili del fuoco e personale dell’esercito italiano specializzato ad operare in contesti caratterizzati da minaccia Cbrn (Chimica, batteriologica, radiologica e nucleare). Una seconda missione è prevista per domani, dedicata al trasporto di materiale umanitario e medico.

05.08.2020 ore 19:55
Netanyahu: “Condoglianze al popolo libanese”

“Prima di tutto, in nome del governo israeliano, invio le nostre condoglianze al popolo libanese”. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu oggi in apertura di un suo intervento alla Knesset. “Ieri - ha aggiunto - c’è stata una grande catastrofe in Libano. Siamo pronti ad inviare assistenza umanitaria in quel Paese, da essere umani a essere umani. Lo abbiamo fatto già in passato.


Durante la crisi umanitaria in Siria, ho ordinato la costruzione di un ospedale da campo al nostro confine sulle Alture del Golan. Lo abbiamo offerto varie volte, dopo terremoti e disastri naturali in Iran”. “Questo è il nostro modo. Distinguiamo tra regimi e popolo”. Intanto la tv pubblica Kan ha sostenuto che Israele è in fase di “avanzate discussioni” attraverso l’Onu per trasferire materiale medico al Libano.

05.08.2020 ore 19:26
Almeno 21 francesi feriti nell’esplosione

Almeno 21 francesi sono rimasti feriti nelle esplosioni di ieri al porto di Beirut: è quanto riferisce la procura di Parigi annunciando l’apertura di un’inchiesta per “ferite involontarie”.

05.08.2020 ore 18:48
Posticipato il verdetto per l’uccisione di Rafiq Hariri

Il Tribunale Speciale per Il Libano mercoledì ha affermato che rinvierà il verdetto del processo per l’attentato dinamitardo del 2005 che ha ucciso l’ex primo ministro libanese Rafiq al-Hariri al 18 agosto, a seguito dell’enorme esplosione nel porto di Beirut martedì.


Il verdetto nel processo dei quattro uomini accusati dell’attentato di Beirut del 2005 era previsto per questo venerdì 7 agosto.

05.08.2020 ore 18:09
Il bilancio si aggrava: 135 morti, 5'000 feriti e decine di dispersi

Il bilancio della tragica esplosione avvenuta nella capitale libanese Beirut si aggrava sempre di più: i morti sono saliti ad almeno 135, i feriti sono 5’000 e sono disperse ancora decine di persone. Lo ha riferito il ministro della sanità alla televisione Al Manar.

05.08.2020 ore 18:05
Dal Ticino: "Voglia di piangere per Beirut"

Testimonianze dalla comunità libanese in Ticino, scossa per il dramma avvenuto nella capitale dove un’esplosione a causato almeno 100 morti

"Voglia di piangere per Beirut"

Testimonianze dalla comunità libanese in Ticino, scossa per il dramma avvenuto nella capitale dove un'esplosione a causato almeno 100 morti

05.08.2020 ore 17:35
Il premier Diab alla tv: “Stiamo assistendo a una vera catastrofe”

Il primo ministro libanese Hassan Diab, in un breve discorso televisivo, ha fatto appello agli aiuti internazionali affermando che “stiamo assistendo a una vera catastrofe”. Lo riferisce il quotidiano libanese An-nahar. Il presidente Michel Aoun, da parte sua, ha convocato per oggi un incontro con il governo, auspicando una indagine che individui i responsabili e che siano puniti.


Presidenza e Governo hanno poi assicurato che faranno il possibile per accogliere gli sfollati e per individuare forme di compenso per chi abbia subito danni alle proprietà.

05.08.2020 ore 17:32
Disordini tra sostenitori e oppositori di Hariri

La rabbia popolare dopo l’esplosione di martedì a Beirut sale. Nel pomeriggio di mercoledì ci sono stati disordini tra sostenitori e oppositori dell’ex primo ministro Saad Hariri. Lo riferisce il quotidiano libanese An-nahar. L’ex premier ha visitato la tomba del padre ucciso da un attentatore suicida a bordo di un’autobomba nel febbraio 2005. “Ieri hanno ucciso Beirut”, ha detto ai giornalisti. Nello stesso luogo si sono svolti gli scontri tra i manifestanti.

05.08.2020 ore 17:18
La Turchia invia aiuti medici urgenti

La Turchia invierà aiuti urgenti al Libano per le drammatiche esplosioni di martedì pomeriggio a Beirut. Una prima squadra di soccorso della Mezzaluna Rossa turca è già partita. Ankara si appresta inoltre a inviare medicine e apparecchiature sanitarie e a mettere in piedi un ospedale da campo.

05.08.2020 ore 17:17
"Le conseguenze economiche saranno devastanti"

La ricercatrice dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI) Annalisa Perteghella afferma che l’incidente avrà un impatto forte sull’economia del Paese, già in difficoltà. Una situazione che mina ancora di più la stabilità del Libano, su cui, da anni, pesano anche le tensioni politiche (nel video la testimonianza del portavoce della missione dei caschi blu UNIFIL, Andrea Tenenti).

Il Libano senza pace
05.08.2020 ore 17:04
La conferma del Governo: il nitrato d'ammonio era stato sequestrato 6 anni fa da una nave

Il ministro dell’Interno libanese Mohammed Fehmi ha confermato che il materiale “estremamente volatile”, il nitrato di ammonio, che ha dato origine alle esplosioni di ieri a Beirut erano state immagazzinate in un locale all’interno del porto sei anni fa, nel 2014. Il materiale - riporta il sito del quotidiano libanese An-nahar citando il ministro - “era stato confiscato a una nave con bandiera moldava in rotta verso una destinazione sconosciuta in bizzarre circostanze”.

05.08.2020 ore 16:40
Solidarietà e condoglianze da ONU e UE

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha “espresso le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime” delle esplosioni a Beirut, in Libano, augurando “una pronta guarigione ai feriti, inclusi diversi membri dello staff Onu nel Paese”. In una nota del portavoce ha affermato che “le Nazioni Unite continuano ad impegnarsi a sostenere il Libano in questo momento difficile e stanno assistendo attivamente nella risposta all’incidente”.


“Con spirito di solidarietà, faremo tutto il possibile per aiutare il popolo libanese a superare questa tragedia” scrive da parte sua il presidente del Consiglio europeo Charles Michel su Twitter, spiegando di aver parlato col presidente libanese Michel Aoun per esprimergli “le più sentite condoglianze”. “L’Europa - afferma Michel - è al fianco del Libano, dopo le devastanti esplosioni di Beirut”.

05.08.2020 ore 16:14
Funzionari supervisori del porto agli arresti domiciliari

Il gabinetto dei ministri del Libano mercoledì ha accettato di collocare agli arresti domiciliari tutti i funzionari portuali di Beirut che hanno supervisionato il deposito e la sua sicurezza dal 2014. Lo riporta l’agenzia Reuters, citando fonti ministeriali.


Non è ancora chiaro quanti funzionari verranno toccati e nemmeno il loro livello gerarchico. L’esercito sorveglierà gli arresti domiciliari fino a quando non sarà determinata la responsabilità dell’enorme esplosione avvenuta martedì..

05.08.2020 ore 15:35
Il Pentagono: "Nessun attacco"

A Beirut non c’è stato un attacco terroristico: così - secondo la CNN - fonti del Pentagono smentiscono le affermazioni di Donald Trump che nelle ore successiva alle esplosioni nella capitale libanese aveva parlato di “terribile attentato”.

Almeno secondo tre funzionari del Dipartimento della difesa sentiti dalla emittente televisiva ma che hanno voluto rimanere nell’anonimato, “non ci sono indicazioni di attori nella regione interessati in questa fase a un attacco di così vasta portata”.

05.08.2020 ore 13:43
L'UE invia in Libano 100 specialisti in ricerche

L’Unione Europea ha annunciato che invierà in Libano un centinaio di pompieri specializzati per dare una mano nelle ricerche tra le macerie provocate dalle due esplosioni avvenute nell’area dei depositi portuali a Beirut (la prima dagli effetti circoscritti all’area, la seconda potentissima). La squadra, composta da forze provenienti da vari paesi nell’ambito del meccanismo europeo di protezione civile, comprenderà anche alcune unità cinofile. Lo ha annunciato il commissario Janez Lenarcic affermando anche che è stato attivato anche la cartografia del sistema satellitare Copernicus per aiutare le autorità libanesi ad avere un quadro dettagliato dei danni.


Giovedì nel paese dei cedri giungerà anche il presidente francese Emmanuel Macron che, ha fatto sapere l’Eliseo, incontrerà “l’insieme degli attori politici”.

05.08.2020 ore 11:58
Circa 300'000 persone senza casa, gravi danni in mezza Beirut

Oltre 300 mila persone sono rimaste senza casa a Beirut. Lo ha detto il governatore della città precisando che, secondo una prima stima elaborata nel corso di un giro in città, i danni materiali ammontano a 3-5 miliardi di dollari. Lo scoppio ha causato gravi danni in circa la metà del territorio della capitale libanese nel cui agglomerato vivono circa 2,5 milioni di persone.


05.08.2020 ore 11:56
Beirut: la città è in ginocchio

“La città è in ginocchio”. Lo sottolinea l’operatore di Terre des hommes Luca Ricciardi che descrive una città di Beirut in cui regnano incertezza e confusione. La corsa alla solidarietà tra gli abitanti è partita appena superato il dolore, la paura e lo smarrimento provocati dall’esplosione. “Tante famiglie non hanno più casa. Chi ha una seconda casa la sta mettendo a disposizione degli sfollati. Come anche si vedono annunci di alberghi per accogliere persone rimaste senza un tetto”.

Le vittime e le distruzioni causate dall’esplosione nella zona del porto, hanno reso drammatica la situazione per la città e l’intero paese che, ricorda l’operatore umanitario, “già stava vivendo una crisi economica devastante” e “sofferenze incredibili”. Da martedì pomeriggio si trova in una situazione impossibile da sostenere. “La preoccupazione maggiore in queste ore – nota - è per i prossimi giorni e le prossime settimane. Il popolo libanese è resiliente ma ci saranno problemi di vita pratici. Come la carenza di elettricità, disponibile per lo più fino a ieri per mezzo dell’importazione di petrolio via porto. Come si farà ora per l’inaccessibilità del porto?”.

Per tentare di superare la situazione sarà “fondamentale l’aiuto della comunità internazionale. Sia messa da parte ogni valutazione geopolitica e si focalizzi l’aiuto alla popolazione”, sottolinea il rappresentante di Terre des hommes che, al pari di tanti altri attori, ha cominciato ad organizzare gli aiuti.

05.08.2020 ore 10:54
L'ambasciatrice torna al lavoro, non si ha notizia di altre vittime svizzere

L’ambasciatrice svizzera in Libano Monika Schmutz è tornata al lavoro dopo che martedì sera era stata ricoverata in ospedale a causa delle leggere ferite riportate a causa dell’esplosione avvenuta a Beirut. “Considerando le circostanze, il suo stato di salute è buono” ha indicato il Dipartimento federale degli affari esteri. L’ambasciata e la residenza della rappresentante elvetica sono stati fortemente danneggiati. Nessun degli altri impiegati ha riportato conseguenze fisiche, ma alcuni sono sotto choc a causa dell’accaduto.

Allo stato attuale non risultano altre vittime svizzere tra i circa 1’500 cittadini elvetici che risiedono stabilmente nel paese (l’80% ha la doppia nazionalità) e la ventina di turisti che hanno annunciato la propria presenza in Libano.


05.08.2020 ore 10:26
Cosa è il nitrato di ammonio

Il nitrato di ammonio, composta da sale d’ammoniaca e acido nitrico, è una sostanza industriale utilizzata principalmente quale fertilizzante perché è una buona fonte per il rilascio rapido e lento dell’azoto per le piante. Ma viene usato anche nelle bustine di ghiaccio istantaneo (mischiato con l’acqua raffredda immediatamente) e quale ossidante nella realizzazione di esplosivi, in particolare da miniera. Nel corso dell’ultimo secolo vi sono stati diversi attacchi terroristici perpetrati con bombe realizzate con il composto e disastri, provocati da incendi che hanno provocato grandi esplosioni.

I fatti di Beirut ricordano in particolare il disastro avvenuto nel porto di Texas City nel 1947, quando 2’300 tonnellate di nitrato di ammonio stivate su una nave francese esplosero radendo un migliaio di edifici ed uccidendo quasi 600 persone. Più di recente si ricordano i fatti di Tolosa, di West in Texas e di Tianjin in Cina.


Le spiegazioni su usi e pericoli del nitrato di ammonio di Nicola Solcà, capoufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo del canton Ticino, al microfono di Nicola Lüönd

Usi e pericoli del nitrato di ammonio. Le spiegazioni di Nicola Solcà, responsabile dell'Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo del canton Ticino, al microfono di Nicola Lüönd
05.08.2020 ore 09:56
Grano inutizzabile, fornitura di farina limitata

L’esplosione ha messo in difficoltà il Libano anche sul fronte delle forniture di materie prime ed alimentari. Il ministero dell’economia che non ha più contatti con sette collaboratori che lavoravano nella zona dei sili dove sono immagazzinate le riserve nazionali di cereali, ha reso noto che tutto il grano immagazzinato nell’area è inutilizzabile. La fornitura di farina ai panifici è stata limitata, in attesa che dall’estero possano arrivare nuove scorte. Attualmente il paese dispone di riserve di grano per meno di un mese.

05.08.2020 ore 09:35
Il collaboratore RSI Lorenzo Trombetta: "Un inferno mai visto"

L’esplosione ha toccato molto da vicino anche il giornalista collaboratore della RSI Lorenzo Trombetta che da anni vive a Beirut da dove copre il Medio Oriente. “Le schegge hanno ferito i miei più cari. Vivi per miracolo. Pensavo di averne viste tante. Oggi sono entrato in un inferno mai visto” ha fatto sapere tramite Twitter.

05.08.2020 ore 09:08
Ricerca senza sosta tra le macerie

I soccorritori mercoledì mattina era ancora impegnati nella ricerca delle vittime dell’esplosione tra le rovine fumanti del porto di Beirut e in mezzo alle macerie degli edifici crollati della zona circostante.


La devastazione di Beirut


05.08.2020 ore 08:16
I morti sono almeno 100

La Croce Rossa del Libano mercoledì mattina tramite un comunicato ha aggiornato il bilancio delle vittime dell’esplosione: i morti sono almeno 100 e i feriti oltre 4’000. L’ente di soccorso ha fatto convergere verso Beirut tutti i mezzi di cui dispone nel paese. Le squadre di soccorso proseguono le ricerche nell’area attorno alla zona dei depositi portuali che in parte è ancora inaccessibile.


05.08.2020 ore 08:02
La testimonianza della ticinese Marie Lise Devrel

“Stavo lavorando ed ho sentito come un terremoto e poi uno scoppio, fortissimo. Anche lo zio di una nostra amica che abita qui con me è morto sul colpo. Cerchiamo di metterci in contatto con quanti conosciamo per vedere come aiutarci”. Sono parole della missionaria di Riva San Vitale Marie Lise Devre che da alcuni anni vive in Libano. Al momento dell’esplosione si trovava a casa, a una ventina di chilometri dal porto.

RG 07.00 del 05.05.20: la testimonianza della missionaria ticinese Marie Lise Devrel raccolta di Pierre Ograbek
05.08.2020 ore 07:34
La comunità internazionale promette il suo aiuto

La comunità internazionale ha promesso il suo aiuto al Libano già dalla serata di martedì e gli annunci di sostegno si sono moltiplicati nel corso della notte. Tra i primi ad annunciare l’invio sul posto di soccorritori e materiale vi è stato il presidente Emmanuel Macron assicurando che “la Francia è al fianco del Libano. Sempre”. L’Unione europea è pronta a fornire aiuto e sostegno”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Charles Michel. Anche Israele che ha subito escluso un suo coinvolgimento nell’accaduto ha offerto “aiuto umanitario medico” al governo di Beirut. La fondazione turca IHH partecipa alla ricerca di eventuali supersiti. Il Kuwait manderà medicinali e altri beni di prima necessità. Dal Qatar saranno inviati due ospedali con 500 letti ciascuno e respiratori. Dalla Russia partiranno 5 aerei con equaggiamento sanitario, un ospedale e personale medico. I Paesi Bassi hanno mobilitato 67 medici, infermieri, pompieri e poliziotti. L’Iran (sostenitore del gruppo sciita Hezbollah, uno dei principali attori della vita politica libanese) ha proposto di mettere a disposizione aiuto sanitario.

05.08.2020 ore 07:22
"Profondamente scioccati"

La presidente del Consiglio nazionale Isabelle Moret e il presidente del Consiglio degli Stati Hans Stöckli, dicendosi “profondamente scioccati dalle due esplosioni nel porto di Beirut”in un tweet congiunto hanno espresso “le loro più sincere condoglianze alle vittime e alle loro famiglie”.

La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, da parte sua, sempre via Twitter, ha espresso la sua “più profonda simpatia per il popolo libanese e le autorità, ma soprattutto per i feriti e le famiglie delle vittime”.

05.08.2020 ore 07:18
Trump: "Sembra un terribile attentato"

“Le esplosioni nella capitale libanese assomigliano ad un terribile attentato”: lo ha detto Donald Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca. “Ho incontrato i nostri generali e sembra che non sia un incidente industriale”, ha dichiarato il presidente americano. I vertici militari pensano che la deflagrazione sia stata causata una bomba di qualche tipo.

Intanto, gli Stati Uniti si sono detti pronti ad offrire assistenza al popolo libanese. “Estendiamo le nostre più profonde condoglianze a tutte le persone colpite e restiamo pronti ad offrire tutta l’assistenza possibile”, ha dichiarato un portavoce del dipartimento di Stato.

05.08.2020 ore 07:12
Le immagini dell'esplosione inviateci da un ticinese

Le impressionanti immagini del video ci sono state inviate da un ticinese dipendente di un’azienda con un ufficio a Lugano e la sede principale a Beirut, da dove le ha ricevute

Beirut trema
Beirut trema
05.08.2020 ore 07:12
Proclamato stato d'emergenza per due settimane

Mentre un’inchiesta è in corso per far luce sulle cause del disastro, il presidente del Libano Michel Aoun ha proclamato lo stato d’emergenza per le prossime due settimane.

Nel frattempo, il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut. Hasan - citato dai media locali – ha affermato infatti che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali.

05.08.2020 ore 07:10
Il presidente Michel Aoun: esplose 2'750 tonnellate di nitrato di ammonio

A provocare le esplosioni che ieri hanno devastato Beirut è stato un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate 2’750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave. Lo ha detto il presidente Michel Aoun, citato dalla BBC online, dopo una riunione d’emergenza del Supremo consiglio della difesa nel palazzo presidenziale di Baabda.

È “inaccettabile”, ha scritto Aoun in un tweet, che 2.7’50 tonnellate di nitrato di ammonio fossero tenute immagazzinate in condizioni non sicure. Un’inchiesta è in corso per appurare cosa abbia provocato l’esplosione.

05.08.2020 ore 07:08
Esplosione nella zona del porto, devastazione in tutta la città

La deflagrazione è avvenuta nella zona dei depositi portuali, dove secondo media locali erano immagazzinati fuochi d’artificio. Da parte sua, Il capo delle forze di sicurezza libanesi, il generale Abbas Ibrahim ha affermato che “l’esplosione è avvenuta in un punto dove erano stati immagazzinati materiali altamente esplosivi delle forze di sicurezza. Stoccati lì da anni”.


Un'esplosione scuote Beirut

Scoppio nella zona del porto: migliaia i feriti e ingenti i danni, almeno 70 i morti - Leggermente ferita l'ambasciatrice svizzera