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La folla festeggia davanti a Westminster (reuters)

Il Regno Unito è fuori dall’UE

Boris Johnson: “È l’alba di una nuova era” - Il nostro liveticker
venerdì 31 gennaio 2020 10:53

Sono passati tre anni e mezzo da quando i britannici approvarono, con il 52% dei suffragi, l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Ora il momento è arrivato, da sabato si parla dei 27 e non più dei 28. Dalla mezzanotte di venerdì, il divorzio è diventato effettivo dopo 47 anni di matrimonio. La mezzanotte di Bruxelles, non quella di Londra, ma questo non è bastato a guastare la gioia degli euroscettici. "È l'alba di una nuova era", ha detto il premier Boris Johnson nel suo discorso, anche se in realtà inizialmente non cambierà praticamente nulla. Il Regno continuerà ad applicare le regole europee, senza più avere voce in capitolo, fino alla fine del periodo di transizione. Il seguito sarà determinato dall'accordo che Londra intende siglare entro fine anno, anche se la controparte è meno ottimista.

a cura di Stefano Pongan, Simone Fassora, Elena Boromeo

01.02.2020 ore 00:18
In migliaia festeggiano a Londra

Una folla di persone riunita davanti a Westminster, a Londra, ha festeggiato allo scoccare delle 23.00 (mezzanotte, ora svizzera), l’uscita del Regno Unito dall’UE, con gli occhi rivolti al Big Ben. Tra loro, anche il leader del Brexit Party, Nigel Farage, che ha commentato: “È un momento incredibile”.

Il conto alla rovescia a Downing Street
31.01.2020 ore 23:15
Johnson: "Non è la fine, ma un inizio"

La Brexit “non è la fine, ma l’inizio” di “un nuovo atto della nostra grande ‘storia’ nazionale”. Lo ha dichiarato Boris Johnson in un discorso alla nazione ad appena un’ ora dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

“Stanotte lasciamo l’UE: per molte persone è un momento di meravigliosa speranza”, ha esordito il premier britannico, ricordando che c’è anche chi vive questo momento “con un senso di ansia e di perdita”. E poi “c’è un terzo gruppo che aveva iniziato a temere che la discussione politica non sarebbe mai finita. Capisco tutti questi sentimenti. Ora il nostro lavoro è quello di riunire questo Paese e portarlo oltre”.

“Io so che avremo successo, per quanti ostacoli ci possano essere sulla strada. Abbiamo obbedito alla volontà del popolo. Ora è tempo di scatenare tutto il potenziale di questo splendido Paese, di rendere la vita migliore in ogni angolo del nostro Regno Unito”, ha aggiunto Johnson.

31.01.2020 ore 21:42
A Bruxelles regna l'incertezza sul dopo Brexit

Se da un punto di vista dei diritti e dei doveri, per ora non cambia nulla nelle relazioni fra il Regno Unito e l’UE, l’incertezza, tuttavia, incombe sul dopo. Le trattative, infatti, non sono ancora cominciate e già si litiga su alcuni temi, come ad esempio, la pesca.

La corrispondenza da Bruxelles di Thomas Miglierina.

31.01.2020: Brexit: UE fa buon viso a cattivo gioco
31.01.2020 ore 20:14


31.01.2020 ore 20:06
Le istituzioni europee tolgono la bandiera del Regno Unito

La Union Jack è stata rimossa dalla fila delle bandiere degli Stati membri dell’UE nell’edificio del Consiglio europeo a Bruxelles e presso le sedi del Parlamento europeo (Bruxelles e Strasburgo).

Poche ore prima, la Rappresentanza permanente del Regno Unito a Bruxelles ha, a sua volta, ammainato la bandiera blu stellata dell’Unione Europea.

31.01.2020 ore 18:59
"Johnson chiederà una proroga di un paio di anni"

“A Bruxelles sono convinti che sia impossibile raggiungere un accordo su tutti i punti da negoziare entro fine anno, come vuole Londra”. Chi ha più da perdere nelle trattative sui futuri rapporti? La risposta di Nicole Degli Innocenti, corrispondente de Il Sole 24 ore

RG 18.30 del 31.01.2020 Nei prossimi 11 mesi si negozierà sull'unione doganale. Chi ha più da perdere? La risposta di Nicole Degli Innocenti, corrispondente a Londra de Il Sole 24 ore
31.01.2020 ore 18:53
Macron: "Segnale d'allarme storico per l'Europa"

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è uno “shock” e uno “storico segnale d’allarme” per “l’intera Europa”, ha affermato venerdì sera il presidente francese, Emmanuel Macron.

31.01.2020 ore 18:02
Via dal Regno

Un sondaggio dice che la maggioranza degli scozzesi, per effetto della Brexit, voterebbe ora “sì”, in caso di un secondo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito. E oggi a Belfast si sono manifestati anche i sostenitori di un voto per la riunificazione irlandese.

31.01.2020 ore 17:46
Si scaldano gli animi a Londra

Sostenitori e oppositori della Brexit si sono trovati faccia a faccia nel pomeriggio nei pressi del Parlamento a Westminster. Circa 200-300 manifestanti “remainers”, partiti da Downing Street, sono stati derisi dai partigiani del “leave”, che, Union Jack al collo, celebrano il divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea. Gli antieuropeisti hanno inscenato cori cantando “vergognatevi”, “perdenti” e “bye bye UE”. Una bandiera dell’Unione è stata data alle fiamme.

31.01.2020 ore 17:05
Il DFAE: “Nessun cambiamento a breve per la Svizzera”

L’uscita del Regno Unito dall’UE alla mezzanotte del 31 gennaio, non comporterà a breve termine cambiamenti nelle relazioni tra Berna e Londra: “gli accordi bilaterali in vigore tra la Svizzera e l’UE si applicheranno al Regno Unito per il periodo transitorio (prorogabile) previsto almeno fino alla fine del 2020”. Lo scrive il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in una nota diramata venerdì, precisando che “durante questo periodo di transizione, il Regno Unito continuerà a fare parte del mercato interno dell’UE e dell’unione doganale, e anche gli accordi sottoscritti dall’UE con Paesi terzi, come quelli bilaterali con la Svizzera, continueranno ad applicarsi al Regno Unito”.

31.01.2020 ore 15:34
Al servizio dell'Europa

La Brexit obbliga gli eurodeputati britannici a lasciare i loro seggi a Bruxelles, ma ci sono cittadini del Regno che potranno continuare a lavorare nella capitale belga: 700 funzionari resteranno infatti al servizio della Commissione, in deroga alla norma che impone un passaporto comunitario. Dovranno rinunciare all’incarico solo in caso di conflitti di interessi. Non sono previsti controlli di sicurezza generalizzati. Da quando Londra aveva annunciato la futura Brexit, il 27 marzo 2017, il loro numero è comunque già sensibilmente diminuito, per la precisione di 260 unità fra dipendenti fissi e a tempo determinato

31.01.2020 ore 14:19
Johnson: “Uniremo il nostro paese”

Il premier Boris Johnson, che si rivolgerà ai cittadini questa sera, ha pubblicato su Twitter un video in cui assicura che unirà e porterà il paese a un livello superiore, lavorando assieme all’Unione Europea da amici e uguali.


31.01.2020 ore 13:04
Svizzera e Regno Unito nello stesso campo

Con la Brexit, Regno Unito e Svizzera saranno in una situazione simile rispetto all’Unione Europea, con la quale dovranno definire i propri legami, come sta facendo Berna con l’accordo quadro. La Brexit non cambia però la situazione elvetica con l’UE. Sarà invece più influente il voto del 17 maggio sulla libera circolazione, anche se Bruxelles ritiene che il blocco delle discussioni sia da parte svizzera, come spiega Christa Tobler, professoressa di diritto europeo all’Università di Basilea.

RG 12.30 del 31.01.20: le considerazioni di Christa Tobler, professoressa di diritto europeo all’Università di Basilea, al microfono di Alan Crameri

RG 12.30 del 31.01.20: le considerazioni di Christa Tobler, professoressa di diritto europeo all'Università di Basilea, al microfono di Alan Crameri
31.01.2020 ore 12:44
Farage: "Non torneremo mai più"


31.01.2020 ore 12:23
Cameron dice la sua

“Un grandissimo giorno per il nostro paese”: così David Cameron, che da primo ministro convocò il referendum sulla Brexit, salvo far poi campagna per il Remain, perdere e uscire dalla vita politica, commenta la giornata di oggi. Cameron si è detto convinto che il Regno Unito, fra le prime economie al mondo, saprà fare di questo evento un successo.


31.01.2020 ore 11:49
"È l'unione che fa la forza"

“Vogliamo il miglior partenariato possibile col Regno Unito ma non sarà buono come l’essere membri. Appartenere all’UE conta. L’esperienza ci insegna che la forza non sta nello splendido isolamento, ma nella nostra unica unione”: sono le parole della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a Bruxelles nel giorno della Brexit. “Non è una fine, ma un inizio”, ha sottolineato la dirigente tedesca, che alla fine degli anni ‘70 aveva trascorso una parte dei suoi studi a Londra. Un monito a Londra è arrivato dal presidente del Consiglio europeo,Charles Michel: “Ci auguriamo di mantenere la relazione più stretta possibile col Regno Unito, ma dobbiamo essere chiari: più deciderà di divergere dagli standard europei, meno avrà accesso al mercato unico”, ha affermato l’ex premier belga. “Da domani”, ha dal canto suo precisato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, inizia una discussione con gli amici britannici che sarà molto impegnativa. Sarà naturale difendere i propri interessi, cercando di farlo con amicizia e fratellanza, perché dobbiamo difendere l’identità dell’Europa e l’amicizia” con i britannici. Secondo Sassoli, tre anni di discussioni sulla Brexit hanno avuto anche risvolti positivi per l’UE, che si è dimostrata “molto unita”.

RG 12.30 del 31.01.20: la corrispondenza di Tomas Miglierina

RG 12.30 del 31.01.20: la corrispondenza di Tomas Miglierina
31.01.2020 ore 11:25
L'addio del Brexit Party all'Europarlamento

Gli eurodeputati del Brexit Party hanno dato il loro personale addio al Parlamento europeo a Bruxelles: al suono della cornamusa e muniti di Union Jack hanno attraversato il piazzale per andare a prendere il treno che li riporterà a Londra.

I membri del Brexit Party lasciano l'Europarlamento
31.01.2020 ore 11:24
"Un rischio per l'Irlanda"

Nel giorno della Brexit, il premier irlandese Leo Varadkar ha sottolineato in un intervento l’importanza per il suo paese che venga raggiunto un accordo sulle future relazioni commerciali fra il Regno Unito e l’Unione Europea. Un’uscita disordinata di Londra dall’UE “costituirebbe una minaccia esistenziale per l’economia dell’Irlanda dal 2021”.

31.01.2020 ore 11:06
La stampa divisa

I tre anni e mezzo di divisioni che hanno condotto a questo giorno storico per il Regno Unito e l’Europa, comunque lo si guardi, sono esemplificati dai titoli della stampa britannica di questo 31 gennaio: “È venuta la nostra ora” per il Daily Mail e “Non una fine ma un inizio” per il Daily Telegraph, schierati sul fronte del Leave, “Piccola isola” per il Guardian, che parteggiava invece per il Remain.

31.01.2020 ore 10:56
Un divorzio dopo 47 anni

L’eredità della Brexit

Uscire dall’Unione Europea non basterà a Londra per risolvere i problemi più immediati