13 novembre, "mon Bataclan"

Lo storico locale parigino ha riaperto, a un anno dal massacro - Un libro, una mostra e ferite mai chiuse

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Un padre che perde la propria figlia dopo averla lasciata ad un concerto ed un fumettista che si ritrova a disegnare lunghe ore di terrore surreale. Sono solo due dei tanti ritratti ancora pieni d’angoscia dopo la notte oscura della Parigi del 13 novembre 2015. Il Bataclan, il luogo del massacro di quel concerto interrotto dai colpi esplosi sulle persone che seguivano il concerto, prova a risvegliarsi dopo un anno. Il palco e tutta la sala si rinnovano, lasciando solo i cimeli commemorativi di quella sera. La musica deve continuare, come le vite dei sopravvissuti a quell’attacco, che però di certo non possono tornare indietro. Come Fred Dewild, che ancora non può dimenticare i pezzi di carne umana sul suo corpo ed i colpi d’arma da fuoco che inizialmente lo avevano fatto divertire, perché credeva facessero parte dello spettacolo degli Eagles of Death Metal. L’orrore di quei momenti lo costringono ogni giorno a temere per i suoi figli ed a privarsi della musica in pubblico, perché legata ad uno shock. Fred è un disegnatore. Da quella notte ha iniziato a tratteggiare “Mon Bataclan”, che Lemieux Editeur  ha pubblicato e che per lui ha un valore anche terapeutico: poter andare oltre le immagini di quella notte e spiegare a tutti l’orrore del terrorismo.

Georges Salines ha perso sua figlia, Lola, al Bataclan. “13onze15 - Fraternité et Vérité” è l’associazione delle vittime degli attentati che ha fondato, per l’empatia che c’è tra i sopravvissuti ed i familiari delle vittime. Tutti cercano ancora risposta dall’Eliseo rispetto ai fondi destinati alle vittime. Per Salines è stato sottovalutato il supporto psicologico. Lui racconta un lutto, ma ora vuole essere di sostegno anche a chi è riuscito a salvarsi da quella notte e si batte affinché venga riconosciuto un indennizzo per affrontare i traumi che derivano da attacchi terroristici. 

"Parigi deve continuare a vivere". Così sussurra l’operaio che dà l’ultima lucidata alla nuova insegna del Bataclan.

Lorenzo Giroffi

La serata al Bataclan

La sala ha riaperto con un toccante minuto di silenzio chiesto da Sting in onore delle vittime dell'orribile attentato di un anno fa costato la vita a 130 persone, molte delle quali giovanissime. Tra i 1'500 spettatori tanti sopravvissuti alla sera di un anno fa nonché parenti e amici delle vittime. Al silenzio sono seguite le note di 'Fragile', 'Message in a Bottle', fino a 'Roxane' e tanti altri successi. Per circa un'ora e mezza carica di emozione.

 
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