Ambrosius Pfaff il "pianofortaio"

Mestieri tra passato e futuro (1): incursione nel mondo di un artigiano capace di creare strumenti che regalano note ed emozioni indimenticabili

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Il "pianofortaio" Ambrosius Pfaff, con il cui profilo inizia la serie dedicata ai mestieri tra passato e futuro, è un artigiano conosciuto pure oltre i confini del Ticino, territorio che frequenta da un trentennio dopo essersi fatto le ossa dapprima a Friburgo in Brisgovia e poi in Belgio.

Fatta una breve tappa ad Aarau, torna in patria, ma questa volta a Stoccarda, per la maestria. A traguardo raggiunto, inizia l’avventura a sud delle Alpi, inizialmente ad Avegno e quindi in Via Vallemaggia a Locarno, dove tuttora nascono i suoi preziosi strumenti.

Ambrosius Pfaff con il suo fortepiano, protagonista in un concerto nella chiesa evangelica dei Monti della Trinità, a Locarno
Ambrosius Pfaff con il suo fortepiano, protagonista in un concerto nella chiesa evangelica dei Monti della Trinità, a Locarno (RSI/Fabio Salmina)

Oggi, comunque compiaciuto per il percorso effettuato, guarda al mestiere con disincanto. "C’è del bello e c’è del brutto", dice. "Portare uno strumento a coda fino al sesto piano di un palazzo milanese non è proprio piacevole". La soddisfazione, invece, è quella d’assistere a un concerto in cui una delle sue creazioni la fa da protagonista. Succederà, ad esempio, sabato 9 marzo, nella chiesa evangelica dei Monti della Trinità, sempre a Locarno. Alla tastiera di un suo fortepiano a partire dalle 16.00 si esibirà, con un programma di “Delicatessen” essenzialmente bachiane, il virtuoso Jermaine Sprosse.

Red. MM/Fabio Salmina

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