Modelli di ieri e di oggi... (keystone)

Ascesa e declino dei caccia

Negli anni Settanta la Svizzera aveva più di seicento aerei da combattimento; oggi si litiga per acquistarne trenta

martedì 13/02/18 06:00 - ultimo aggiornamento: martedì 13/02/18 15:28

I recenti problemi individuati su alcuni F/A-18 hanno riportato l'attenzione sulle attuali condizioni dei nostri jet militari. Le Forze aeree dispongono di diversi velivoli: da combattimento, da ricognizione, da esercizio, da trasporto, oltre naturalmente agli elicotteri e ai droni. A far discutere però sono (quasi) sempre e (quasi) solo i caccia. Dal 1930 - oggi come ieri - da un lato chi li ritiene indispensabili per difendere lo spazio aereo e, dall'altro, chi invece li ritiene inutili e soprattutto troppo costosi. Ma facciamo un salto indietro nel tempo...

1893 - Il cielo è il limite

Una mongolfiera militare in preparazione per l’impiego (rsi)

La politica inizia a intuire i vantaggi di uno sfruttamento militare della terza dimensione (l’aria), ma il Parlamento rifiuta di spendere 70mila franchi per una mongolfiera da ricognizione; la prima viene acquistata solo nel 1900.

1913 - È grama senza grana...

 

La Società degli ufficiali lancia una colletta popolare per acquistare degli aerei militari. Durante manifestazioni sportive e culturali, grazie alla vendita di gadget, nonché attraverso diverse iniziative, vengono raccolti 1 milione e 700mila franchi.

1914 - Top Gun, levatevi proprio

 

Il Consiglio federale vuole un’aviazione militare, ma servono piloti, aerei e soprattutto soldi. La prima squadriglia si raduna a Berna; 9 uomini (8 romandi), ciascuno con il proprio mezzo, qualcuno addirittura con il proprio meccanico.

1916 - Quel "crucco" caduto da lassù

Il Fokker D-II, con i suoi 150 chilometri orari, diventa subito l’aereo più veloce in mano all’aviazione militare svizzera (wikipedia)

La colletta popolare permette di acquistare 17 aerei militari per lo più da ricognizione, mentre il primo caccia (un Fokker D-II tedesco) viene sequestrato – e poi usato – ad un pilota della Luftwaffe costretto a un atterraggio di emergenza a Soletta.

1918 - Fallimento rossocrociato

L'Haefeli DH-4 (wikipedia)

A Thun viene prodotto un attesissimo caccia svizzero: l’Haefeli DH-4, subito massacrato dai piloti e per questo accantonato. Intanto la prima guerra mondiale è costata alla Confederazione 1200 milioni; “solo” 15 per l’aviazione militare.

1918-1928 -  Più nero che grigioverde

A fine conflitto l’aviazione militare ha 68 mezzi e 62 uomini e vorrebbe crescere, ma manca la volontà politica. Il Parlamento, in nome del pareggio di bilancio, rinuncia a spendere 720mila franchi per 12 nuovi caccia. Nessun pilota viene più formato.

1929 - La carica dei 105

Il Consiglio federale vuole 105 aerei da combattimento moderni; tra questi, 65 Dewoitine D-27 di produzione francese (in alto) e 40 Fokker CV-E (ex tedeschi, divenuti olandesi) (swissinfo)

Il Consiglio federale volta pagina; vuole investire 20 milioni per 105 caccia moderni (ma non modernissimi). L’Italia, a titolo di paragone, ne ha più di 4mila. La crisi non ferma l’acquisto; i socialisti, per la prima volta davvero ostili, nemmeno.

Gli anni Trenta: mille milioni

In pochi anni la Svizzera spende un miliardo per l’aviazione militare e si presenta alla seconda guerra mondiale con 86 caccia e 121 aerei da ricognizione (in grado di colpire al suolo) divisi in 21 squadriglie, di cui 3 da combattimento.

Gli anni Quaranta: Prima i nostri

 

Al passo con i tempi restano pochi caccia: i Messerschmitt (tedeschi) e i Morane (francesi). La guerra però complica nuovi acquisti all’estero. Così le officine di Thun si svegliano e in pochi anni sfornano 152 C-36: tutti in metallo e soprattutto indigeni. 

Gli anni Cinquanta: la guerra si fa fredda

 

Il Dipartimento militare federale si prepara ad affrontare una contrapposizione violenta tra est e ovest, aggiungendo alla flotta 3 modelli britannici da combattimento: 75 Vampire, oltre 100 Venoms e più di 100 Hawker Hunter.

1964 - Lo scandalo dei Mirage

 

In seguito alla vicenda, la Svizzera acquista solo 57 Mirage.

Travolto dalla vicenda dei Mirage, l'allora consigliere federale Paul Chaudet (Museo nazionale svizzero)

Nel frattempo saltano il comandante delle Forze aeree Etienne Primault, il capo dello Stato maggiore generale Jakob Annasohn e il consigliere federale Paul Chaudet.

1970 - Quota 600

Molti ritengono che un’aviazione militare credibile debba avere almeno 600 caccia. Non a caso gli hangar svizzeri sono pieni: 57 Mirage (3 da allenamento, 12 da ricognizione e 42 da combattimento), 220 Vampire, 250 Venom, 160 Hawker Hunter.
 

1972 - La decadenza

 

I Mirage hanno lasciato il segno. Il Consiglio federale vuole spendere poco. Il popolo è irritato. Vengono acquistati solo degli altri vecchi Hawker Hunter, poi ribattezzati “sarcofagi volanti”, poiché in totale ne precipitano 25 (senza influenze esterne).
 

1976 - Il ruggito dei poveri

 

Servono dei nuovi caccia, ma l’acquisto è molto controverso. Alla fine la Svizzera spende poco più di un miliardo per 72 Tiger statunitensi, considerati di seconda classe, e qualche anno dopo ne acquista altri 38. Dureranno (e bene) più di 30 anni.

1992 - Punge come un calabrone


 

La politica decide di spendere circa 3 miliardi per 34 nuovi Hornet F/A-18 (statunitensi); un numero stabilito più dal limite di spesa che da un’analisi della minaccia. In votazione popolare quasi il 43% degli svizzeri boccia il progetto di armamento.

2014 - Precipita come un grifone

 

Il 53,4% della popolazione dice “no” a circa 3 miliardi per 22 Gripen (svedesi). Il Consiglio federale lo considera il modello migliore per rapporto qualità prezzo, ma molti lo criticano: si va da “è solo un progetto” (l’aereo di carta) a “è un bidone”.

E oggi...

Oggi, a conti fatti, la Svizzera garantisce la sicurezza dello spazio aereo con una decina di caccia.
Negli Hangar ci sono 25 F/A-18 monoposto e 5 F/A-18 biposto, ma solo un terzo circa di questi è sempre pronto all’impiego (per esempio per compiti di polizia aerea). Inoltre nel 2030 gli F/A-18 saranno troppo vecchi.
Restano poi i Tiger: 28 già messi a riposo, oltre a 21 monoposto (di cui 10 rossocrociati per la Patrouille Suisse) e 4 biposto che possono volare solo di giorno e con il bel tempo.
Insomma, se negli anni Settanta si mirava a una flotta da 600 aerei, oggi la situazione è molto cambiata: il Consiglio federale ne vorrebbe una trentina, mentre c’è chi dice che ne basterebbero 12.

Angelo D'Andrea

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