Il progetto è nato nel 2013, all'indomani del naufragio di Lampedusa
Il progetto è nato nel 2013, all'indomani del naufragio di Lampedusa (keystone)

"Aumento dei morti allarmante"

L’OIM, con il progetto “Missing Migrants”, tiene il conto dei migranti che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee

Le immagini di tre bambini morti scattate sulle coste orientali libiche hanno fatto il giro del mondo. Tre bambini, piccolissimi, che hanno perso la vita, insieme ad un centinaio di altre persone, settimana scorsa a seguito dell’ennesimo naufragio nel Mediterraneo. Ieri, lunedì, un’altra tragedia: di nuovo oltre 100 persone date per disperse dopo che un barcone è naufragato a largo della Libia.

 

Morti che si aggiungono ad altri morti che si sono aggiunti ad altri morti ancora. Quanti in tutto hanno perso la vita tentando l'attraversata del Mediterraneo? A provare a dare una risposta al quesito è l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) (la cui sede è a Ginevra ma che ha uffici dislocati in tutto il mondo) attraverso il portale Missing Migrants Projects.

Un progetto nato nell’ottobre del 2013, all’indomani del naufragio a largo dell’isola di Lampedusa, dove morirono quasi 400 persone. Da allora l’OIM, incrociando i dati forniti da Spagna, Italia, Cipro e Grecia, tiene un rigoroso conteggio di quante persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee. Numeri, ma dietro ai quali si nascondono persone con le loro storie di vita.

 

Dai dati dell'OIM emerge che l'anno più funesto, con 5'143 vittime, è stato il 2016. Quest'anno, i morti registrati sono stati finora 1'405, ma è troppo presto per dire se vi sarà un aumento o una diminuzione rispetto agli anni precedenti.

La rotta che miete più vittime è quella del Mediterraneo Centrale: quasi 4'600 morti nel 2016; oltre 2'800 l'anno scorso e già 635 morti quest'anno.

La nazionalità della maggior parte di chi ha perso la vita tentando, partendo dall'Africa, di raggiungere la sponda opposta del Mare nostrum è sconosciuta. Gli altri sono in prevalenza originari dal Corno d'Africa o dall'Africa sub-sahariana.

Aumento dei morti allarmante

L'ecatombe continua da anni: 15'000 le vittime nel Mediterraneo tra il 2014 e il 2017 e quasi 38'000 se si risale al 2000, sempre secondo i dati dell'OIM, l'agenzia dell'ONU per la migrazione.

Una tragedia strutturale, ma che sta subendo un'accelerazione: "C'è un allarmante aumento delle morti al largo della costa della Libia. I trafficanti stanno sfruttando la disperata voglia dei migranti di partire prima che, da parte dell'Europa, ci siano ulteriori giri di vite sugli attraversamenti del Mediterraneo", aveva avvertito domenica scorsa  il capo della missione dell'Oim in Libia, Othman Belbeisi.

 

Ludovico Camposampiero/ATS

Un compromesso che fa discutere

In Germania, l'intesa raggiunta tra CDU e CSU riguardo alla questione migratoria sta suscitando malumori: la SPD, l'altro partner della Grosse Koalition vuole esaminare nel dettaglio l'intesa che riguarda i migranti secondari, arrivati in Germania, ma già registrati in un paese europeo. Per i commentatori, l'accordo però non risolve il nocciolo della questione. Ma quali sono i dettagli dell'intesa? Ce li illustra da Berlino Walter Rauhe.

 
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