Autolib'? Mobilità insostenibile

Parigi, a partire dal 31 luglio, lascerà a piedi 150 mila abbonati alle auto elettriche condivise e nubi si addensano anche sulle bici

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La magnifica meteo estiva parigina sembrava perfetta per far battere ogni record d’uso del Velib’, il bike sharing lanciato nel 2007. Invece di moltiplicarsi però, la cifra record di 75 biclette usate ogni minuto, si è divisa per 10. Il colpevole? Un cambio di gestione del bike sharing dalle mani di JCDecaux al consorzio franco-spagnolo Smovengo, che si è aggiudicato il contratto per 15 anni e 600 milioni di euro.

Ritardi nel passaggio di consegne, errori di progettazione delle biciclette, mancata connessione elettrica delle stazioni e sciopero del personale: otto mesi dopo il suo lancio la situazione del nuovo Velib’ non potrebbe essere peggiore. Smovengo spera di ritornare, anche grazie alla bella stagione, a 30 mila tragitti al giorno in agosto: non sarebbero comunque neanche un terzo dei 100 mila del 2007.

Migliori notizie arrivano dal car sharing cittadino Autolib’? Non proprio: nessuno vuol pagare il buco di 293 milioni di euro che creerebbe se si arrivasse alla scadenza del contratto nel 2023. Il comune di Parigi e l’imprenditore Vincent Bolloré non hanno trovato miglior soluzione che sopprimere il servizio il 31 luglio, appiedando di colpo 150 mila abbonati alle auto elettriche condivise in tutta l’Île-de-France.

I gruppi Renault, PSA e varie start up francesi hanno lanciato proposte per futuri servizi di car sharing capitalino. La più avanzata al momento è quella di Renault che, assieme al comune, dovrebbe mettere in circolo circa 2 mila auto elettriche, tra vetture con conducente e car sharing cittadino. Sarebbero meno della metà delle Autolib’ in circolazione fino ad oggi.

Vien da dire che il 2017 non sia proprio stato l’anno della mobilità sostenibile per Parigi.

Davide Mattei - Danilo Ceccarelli

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