Belfast e l'altra street art

La città dove la storia dell'Irlanda del Nord si legge sui muri e parla di guerre di religione, di voglia di unire più che di dividere

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Se c'è un luogo dove i muri possono parlare, quello è Belfast. Ogni angolo, ogni via, raccontano qualcosa. Non a caso tassisti e associazioni locali hanno pensato bene di sfruttare questa particolarità creando i tour murali, veri e propri itinerari 'en plain air' che documentano il travagliato passato dell'Irlanda del Nord, dove la storia si legge sui muri. Ma, come tutte le forme di espressione artistica, da qualche anno i murales, che prima erano utilizzati anche come segnali identitari per delimitare le aree cattoliche da quelle protestanti, sono diventati un mezzo espressivo che vuole unire più che dividere.

La prova vivente di tutto ciò sono Danny Devenny e Mark Ervine. Danny ex membro dell'IRA, e Mark, figlio di David Ervine, per anni a capo del Partito Unionista Progressista, braccio politico dell'Ulster Volunteer Force. Mai avrebbero pensato di incontrarsi, lavorare insieme e diventare amici. Ma è successo. Oggi Belfast vede nuovi artisti nati liberi dai condizionamenti del passato colorare i mueri della città.

Cristiano Tinazzi

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