Ceuta, Melilla e "donne mulo"

"Commercio atipico" il suo nome - Consente ad impresari spagnoli e marocchini affari milionari. Alle porteadoras anche di morire

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Touria Baqali aveva 34 anni e veniva da Chaouen, la perla blu. Karima Rmili ne aveva 43 ed era nata a Kenitra, vicino Rabat. Entrambe erano madri di famiglia. Sono morte lo scorso 28 agosto, schiacciate da una valanga umana, appena oltrepassata la frontiera tra l’exclave spagnola di Ceuta e il Marocco. Sono solo le ultime due vittime del cosiddetto “commercio atipico”. Il contrabbando di merci che da decenni avviene tra Ceuta, Melilla e il Marocco, sulle spalle di migliaia di persone. Si tratta di donne marocchine di origine berbera, in massima parte. Spesso ragazze madri bandite dalla famiglia, mogli ripudiate, divorziate o vedove. Ma non mancano gli uomini. Specie se disoccupati, non più giovani o invalidi parziali. I numeri continuano a salire. Si calcola che dal varco di Ceuta transitino circa 3 mila persone al giorno. Altrettante a Melilla.

Le chiamano porteadoras, oppure mujeres mulas, “donne mulo”. Trasportano fino a 80 chili di merci, come animali da soma. Che cosa contengano gli involucri, spesso neppure lo sanno. Guadagnano una decina di euro a viaggio, lavorando dal lunedì al giovedì, al soldo di acquirenti marocchini connessi con i venditori iberici. A Ceuta c’è il valico pedonale del Tarajal, a Melilla il Barrio Chino. Nelle due exclave le merci sono esentasse. Ma il Marocco le considera territori occupati. L’escamotage del “commercio atipico” salva un giro d’affari milionario tra gli impresari ai due lati del confine.

 

Furti, spinte e cadute per la calca sono continui. Il 17 novembre del 2008 a far scalpore era stata la morte di Safia Azizi, 41 anni, originaria di Fez. Calpestata a morte dalle colleghe, a Melilla. Da allora il governo spagnolo ha imposto alcune norme minime di sicurezza: il divieto di correre e di portare pacchi voluminosi (massimo 60 per 60 centimetri).

Lo scorso febbraio, è stato inaugurato un nuovo passaggio pedonale tra Ceuta e Castillejos. Il Tarajal II. Sostituisce il famigerato passaggio di El Biutz, un cunicolo di ferro, costato la vita a decine di persone. Sempre più frequenti, poi, le chiusure del valico. Palliativi. Sono già quattro le porteadoras decedute finora quest’anno.

Gilberto Mastromatteo - Massimo Lauria

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