Ci rivediamo a settembre. Ma come?

Settimana di giudizi nelle scuole ticinesi - Ma che nota dare all’anno 2019/20? E cosa possiamo imparare dagli ultimi mesi?

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Venerdì 19 iniziano le vacanze estive. Terminano le lezioni, ma non termina l’elaborazione di quanto è accaduto negli ultimi mesi. Ci sono bambini, ragazzi e giovani che devono fare i conti con le paure e le ansie legate alla pandemia di coronavirus.

A pesare è anche stata la chiusura in sé delle scuole: uso eccessivo di computer e altri dispositivi, aumento della sedentarietà, perdita del ritmo giorno/notte ecc, possono avere conseguenze anche fisiche sul medio-lungo termine. Alcuni ragazzi poi – pensiamo agli allievi alloglotti – hanno vissuto un periodo ancor più difficile nell’affrontare la scuola a distanza e anche per i docenti gli ultimi mesi non sono stati semplici: hanno dovuto superare paure e ansie da prestazione...

Le Cronache della Svizzera italiana, questa settimana, dedicheranno una serie di reportage proprio a questi temi, anche alla luce della conferenza stampa di fine anno scolastico del Dipartimento dell’educazione, prevista giovedì 18 giugno. Un appuntamento fisso, che quest’anno però ha chiaramente un sapore ben diverso.

Le paure dei bimbi

CSI 18.00 del 15.06.2020: il servizio di Daniela Giannini
CSI 18.00 del 15.06.2020: il servizio di Daniela Giannini
 

A scuola è tempo di note e di bilanci, che giungono al termine di un anno particolare per alunni e docenti. In questi ultimi 5 giorni di lezioni – la scuola chiude venerdì prossimo – la RSI vuole quindi approfondire alcuni aspetti di questa esperienza comune a tutto il mondo della scuola ticinese, ma vissuta da ognuno in modo diverso. In questo primo contributo ci concentriamo sulle paure dei bambini e il loro bisogno di abbracci in questo periodo appena trascorso.

Non perdere nessuno per strada

CSI 18.00 del 16.06.2020: il servizio di Amanda Pfändler
CSI 18.00 del 16.06.2020: il servizio di Amanda Pfändler
 

Quando a metà marzo le scuole hanno chiuso, si è temuto soprattutto per chi già in condizioni "normali" ha più difficoltà a seguire il programma scolastico. Tra questi i bambini e ragazzi alloglotti. A causa delle loro lacune linguistiche, ma anche della conoscenza approssimativa – dei bambini e delle rispettive famiglie – del sistema scolastico ticinese, con la scuola a distanza rischiavano di perdere il treno. Ad aiutarli, anche in questo caso, i docenti di lingua e integrazione.

Le paure degli insegnanti

CSI 18.00 del 17.06.2020: il servizio di Daniela Giannini
CSI 18.00 del 17.06.2020: il servizio di Daniela Giannini
 

Prima l’insegnamento a distanza, con la necessità di reinventarsi e mantenere un rapporto con i propri allievi, poi il ritorno a scuola, con le preoccupazioni sulla sicurezza del rientro. L’emergenza coronavirus ha scombussolato la vita anche degli insegnanti che hanno trovato modi diversi per far fronte alla situazione e un sostegno psicologico cantonale per chi è in difficoltà.

Le conseguenze del lockdown

CSI 18.00 del 19.06.2020: il servizio di Giordano De Lucia
CSI 18.00 del 19.06.2020: il servizio di Giordano De Lucia
 

Finito l’insegnamento a distanza, dall’11 maggio gli allievi sono tornati in classe. Molti erano contenti di rivedere i propri compagni e tornare a una vita più normale. Ma il ritorno sui banchi non è stato senza problemi, con apatia, stanchezza e svogliatezza da parte degli studenti. Delle conseguenze di una rottura di ritmi e abitudini, come spiegano gli specialisti.

CSI
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