(©Massimo Lauria)

Cipro 4 - Storia di Araya

Emmanuel, figlio di Tag, ha 18 anni. Come suo padre, che in una delle due basi britanniche dell'isola vive da 20 anni, non ha un'identità

Tag Bashir viene dal Sudan. È scappato dalla guerra, vent'anni fa. Oggi vive con suo figlio Emmanuel nell'Area della Base sovrana di Dhekelia, vicino alla Linea Verde che separa il nord e il sud di Cipro. La sua storia è emblematica. È uno dei 75 passeggeri che si trovavano a bordo del vecchio peschereccio che il 16 ottobre 1998 partì dal Libano per la Calabria. Ruppe il motore e fu costretto a sbarcare sulla costa cipriota. Attraccarono sulla punta più a sud dell’isola, Akrotiri che, allora come oggi, era sotto il controllo dell’autorità britannica. Vent'anni dopo, Tag è ancora bloccato a Dhekelia, l’altra base britannica di Cipro. Il Regno Unito, ex potenza coloniale, mantiene ancora il controllo delle due basi militari. Di fatto sono exclave britanniche sul suolo cipriota. Due fazzoletti di terra, che in tutto coprono una superficie di 250 chilometri quadrati e ospitano una popolazione di circa 3.500 abitanti, per lo più militari e funzionari inglesi.

 

I profughi che vivono nel pomposamente definito Richmond Village sono iracheni, siriani, sudanesi. Vittime di un paradosso burocratico. Si trovano in territorio inglese, ma non possono ottenere i documenti britannici, perché lo status delle due basi è extra-territoriale, quello dei territori d'oltremare. Tag ha ottenuto l'asilo politico prima che nascesse suo figlio Emmanuel. Oggi il ragazzo ha 18 anni, si fa chiamare “Araya” e compone musica. Il suo sogno è quello di raggiungere finalmente la Gran Bretagna, dove coronare il suo sogno di diventare un musicista.

Vivono nelle baracche utilizzate dai militari britannici durante la seconda guerra mondiale. Tetti in amianto, niente lavoro, un gettone settimanale di circa 70 euro per mandare avanti un'intera famiglia.

Da cinque anni Tag Bashir è in causa contro il Governo inglese, per poter ottenere il diritto di accedere al suolo britannico. Dopo una serie di vittorie, la causa è giunta alla Corte suprema. Il verdetto finale è atteso a breve. Fra pochi mesi, Emmanuel potrebbe finamente decollare verso Londra.

Gilberto Mastromatteo - Massimo Lauria

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