Colombia, il caffè di famiglia

Quarto produttore mondiale, garantisce un prodotto di ottima qualità che però deve fare i conti con le difficoltà legate ai costi d'esportazione

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Secondo i dati FAO, con una produzione di 720'000 tonnellate nel 2018, la Colombia è il quarto produttore mondiale di caffè, dietro a Brasile, Vietnam e Indonesia. Il caffè è una delle materie prime (o commodities) più importanti dell'economia globale, presente in tutti i principali mercati del pianeta. Il paradosso del caffè è che mentre a livello mondiale aumentano il consumo e la domanda di questa bevanda, i guadagni medi dei coltivatori di caffè continuano a diminuire di anno in anno.

Degustazione di caffè in un piccolo bar della cordigliera
Degustazione di caffè in un piccolo bar della cordigliera (Samuel Bregolin)

  In Colombia, la cordigliera andina si divide in tre distinte catene: le cordigliere Occidental, Oriental e Central. Questa particolare conformazione geografica crea un'infinità di piccole valli e microclimi locali. Se la conformazione del territorio impedisce alla Colombia di passare a grandi produzioni industriali, dall'altra questa ricchezza crea una vasta gamma di piccole aziende agricole, a gestione famigliare, che coltivano il proprio caffè in maniera artigianale, con la raccolta e l'essiccazione fatte a mano.

Il 95% dei produttori di caffè in Colombia sono di piccole dimensioni, con appezzamenti inferiori ai 5 ettari e le tecniche di produzione si tramandano di padre in figlio. Il grande potenziale qualitativo del caffè colombiano si scontra però con le difficoltà e gli alti costi per l'esportazione.

Samuel Bregolin

 

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