Correre come un leopardo

Scarpe bioniche per sfidare il vento, ma anche il mercato e il buon senso - La presentazione a New York e su Tech RSI (5)

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Bionic Boots è una di quelle start-up che hanno un alto rischio di non superare la soglia critica della produzione di massa. L'abbiamo scoperta nel nostro viaggio tra le innovazioni tecnologiche presentate al Nano World Fair di New York e ci ha colpito. Vediamo, insieme, di cosa si tratta.

Bionic Boots è, sostanzialmente, un sistema di molle idrauliche montate su una struttura in carbonio in grado di far correre gli esseri umani fino a 40 chilometri l'ora. Un progetto avveniristico che prende spunto dal mondo animale (in particolar modo dalle tecniche di corsa di leopardi e gazzelle) e che e' stato ideato da Keahi Seymour giovane ingegnere britannico da qualche anno trasferitosi nella Bay Area.

Nonostante i video delle esibizioni di Keahi con ai piedi le sue 'zampe bioniche' abbiano fatto il giro del mondo, il prodotto fa fatica a trovare una distribuzione credibile. I punti da risolvere sono molti, a cominciare dalla sicurezza: portare un essere umano, senza alcuna preparazione cardio-muscolare, a muovere questi attrezzi fino a 40 km/h mette a serio rischio la salute di chi utilizza Bionic Boots. Non stupisce quindi che nessun colosso del settore abbia strizzato l'occhio al giovane Keahi: basterebbe un solo ricorso per danni alla persona per far chiudere definitivamente il progetto.

Il secondo punto debole riguarda l'utilizzo di Bionic Boots. Seymour è convinto che si tratti di un'alternativa valida all'automobile negli spostamenti urbani. Di fatto, il movimento assistito del movimento, riduce la fatica dell'utente e raddoppia i risultati. Ma quando si pensa ad un nuovo sistema di trasporto metropolitano bisogna fare i contri con modelli globali. Che cosa succederebbe se tutti si mettessero a correre con Bionic Boots per raggiungere l'ufficio? Meglio non saperlo.

Riccardo Ferraris

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