Covid Lombardia, una catena di errori

Covid Lombardia, una catena di errori

Covid-19: il caso Lombardia

La testimonianza di un medico sul dramma vissuto dal personale di molti ospedali

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Le inchieste delle varie magistrature  dovranno far fare luce sui troppi contagi nelle varie province lombarde. Una tra le più colpite, quella di Bergamo, ha pagato la mancata istituzione di una zona rossa, e la confusione delle comunicazioni delle direzioni sanitarie al personale ospedaliero.

Il dramma vissuto in queste settimane nella regione ha colpito tutti. Anche il personale sanitario al quale resterà sempre un grande rammarico. "Senza protezioni e senza fare i tamponi anche noi sanitari abbiamo contagiato" testimonia alla RSI un medico che chiede di restare anonimo (guarda il video in apertura).

Un accesso troppo facile

Un accesso troppo facile

Un accesso troppo facile

 

E dire che nella notte tra il 5 e il 6 marzo era tutto pronto per una decisione che avrebbe potuto imprimere una svolta alla situazione. La provincia di Bergamo stava per essere chiusa. Poi, però, non è arrivato l’ordine. La mancata istituzione di una zona rossa come a Codogno - epicentro dell’epidemia agli albori in nord Italia e comune di residenza del primo paziente malato di Covid19 - è stata alla base di una vera catastrofe. I provvedimenti che non sono stati presi in tempo utile e le comunicazioni incomplete e confusionarie delle direzioni sanitarie dei diversi nosocomi hanno fatto il resto.

Un’ecatombe, un bollettino di guerra, si leggerà per giorni, settimane, su tutti i giornali. Tutta l'Italia in quarantena non basterà a fermare la diffusione del coronavirus in alcune regioni, e specialmente in Lombardia, dove ha lasciato dietro di sé un numero di morti elevatissimo. Al 21 aprile nella regione più ricca del paese e tra le più floride d’Europa si contano quasi 68'000 casi. Quasi 11'000 quelli nella provincia di Bergamo, che conta poco meno di 2'900 decessi. Numeri che non si sono ancora fermati e su cui adesso si concentrano le procure per le varie inchieste aperte dopo le denunce dei parenti delle vittime.

 
Paola Nurnberg
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