Dario Robbiani, un precursore

Il giornalista ticinese è stato un attento osservatore delle dinamiche dell'immigrazione, anticipando gli sviluppi che stiamo vivendo attualmente

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Dario Robbiani è stato un attento testimone dell’emigrazione italiana in Svizzera fin dagli anni '60. Ne parlò e scrisse con passione, condividendo per anni a Zurigo momenti intensi con tanti cittadini della vicina Penisola, a cui (come ai ticinesi) andava l’epiteto di “cìnkali”.

Cìnkali è pure il titolo del libro che Robbiani pubblicò nel 2005 e che, nel dicembre scorso, a dieci anni dalla morte, è stato ripubblicato in versione bilingue che consente ai germanofoni d'apprezzare i momenti di vita degli immigrati evocati dal giornalista.

Lara Robbiani Tognina, figlia di Dario, rimarca che ora, dopo tanti anni, c’è un rigurgito d’ostilità contro lo straniero, un diverso che arriva da ancor più lontano. Un rigurgito che certo non farebbe piacere a suo padre, attivo nel profondo a sostegno all’emigrazione.

E' anche in virtù di tali insegnamenti quotidiani che Lara Robbiani Tognina ha deciso di essere attiva a sostegno dei profughi. È infatti la presidente dell'Associazione DaRe di Bellinzona, che si occupa dell'accoglienza e del sostegno concreto ai profughi in difficoltà.

Enrico Campioni/Fabio Salmina
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