Centomila morti, in tre anni e mezzo. Poi l'accordo e l'attesa di giustizia
Centomila morti, in tre anni e mezzo. Poi l'accordo e l'attesa di giustizia (Keystone)

Dayton, 20 anni dopo

L'accordo che mise fine a tre anni e mezzo di guerra, che ridisegnò la penisola balcanica e portò la pace

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È stata, quella combattuta nell'ex Jugoslavia (6 aprile 1992 - 1. novembre 1995), la guerra più sanguinosa registrata in Europa dal 1945. Sono passati solo vent'anni. Sembra un'eternità. Non a coloro che, in quella guerra, hanno perso tutto: affetti e beni materiali. Molti attendono ancora giustizia. Il Tribunale penale internazionale dell'Aja per i crimini nell'ex Jugoslavia dovrebbe pronunciare le sentenze nei confronti di Ratko Mladic e Radovan Karadzic nel 2016.

Eppure, senza l'accordo di Dayton - sottoscritto l'11 novembre 1995 negli Stati Uniti e ratificato il 14 dicembre 1995 in Francia - non ci sarebbero stati né pace né giustizia. Quell'accordo, che ridisegnò la penisola balcanica e che vide i nemici giurati - Slobodan Milosevic, presidente della Serbia, Alija Izetbegovic, presidente della Bosnia e Franjo Tudjman, presidente della Croazia - stringersi la mano, ha cambiato anche la storia geopolitica dell'Europa.

Tre anni e mezzo di guerra, oltre centomila morti e l'intervento di 60'000 soldati della NATO hanno trovato il punto finale in quelle firme apposte a Parigi quando presidente era Jacques Chirac e accanto a lui, come alleati, c'erano Bill Clinton, Helmut Kohl (D), John Major (UK), Felipe Gonzales (E) e Viktor Chernomyrdin (RUS). Così la TSI riferì, quel giorno, dell'avvenimento.

La situazione oggi

Brigitte Latella, collega del TG,  è tornata, in questi giorni a Sarajevo. "È la quarta volta che ci torno - racconta -, ma così non l'avevo mai vista. La nebbia mista al fumo, perché qui si riscalda ancora molto a legna, avvolge tutto. Dai nuovi grattacieli, occupati in molti casi solo a metà, alla città vecchia, dove questa coltre opaca dona un'aria di mistero ad edifici già pregni di secoli di storia. Nonostante l'abbia già visitata più volte, qualche elemento di novità c'è: la pavimentazione della città vecchia è stata in parte rifatta: il caratteristico ciottolato ha lasciato lo spazio a lastroni su cui è più facile camminare e l'antica biblioteca è tornata, da maggio 2014, al suo splendore. Una ricostruzione notevole e certamente necessaria, quella della capitale, ma dove rimane molto da fare. I trattati di Dayton, siglati vent'anni fa, hanno frammentato a livello politico e amministrativo il Paese, rendono difficile realizzare, in alcuni casi, anche opere molto semplici. In attesa di poter trasferire i suoi uffici proprio all'antica biblioteca, il sindaco di Sarajevo Ivo Komšić, presente alle trattative a Dayton, ha raccontato a me e al mio videomaker Elia Regazzi, di qualche progetto congelato a causa delle complicazioni politiche e soprattutto la sua esperienza all'epoca dei negoziati".

m.c.

Dal TG20.00:

20 anni di pace nella ex Jugoslavia

20 anni di pace nella ex Jugoslavia

TG 20 di lunedì 14.12.2015

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