La meditazione che aiuta i carcerati - di Riccardo Ferraris

Detenuti a lezione di yoga

Gli Stati Uniti hanno messo a punto un progetto innovativo per il reinserimento nel mondo del lavoro dei carcerati

mercoledì 04/10/17 06:08 - ultimo aggiornamento: mercoledì 04/10/17 06:10

Un progetto cominciato quasi come una scommessa nel 2004: offrire delle lezioni di yoga ai condannati del carcere di San Quentin, una delle case circondariali più dure della California. È l'idea di James Fox, istruttore professionista che ha sviluppato "Prison Yoga": una serie di lezioni settimanali concepite come uno spazio dove i detenuti imparano a fare i conti con il proprio passato, le difficoltà nel relazionarsi con gli altri e la mancanza di auto-controllo.

Negli Stati Uniti, sei detenuti su dieci tornano dietro le sbarre nei tre anni successivi alla loro scarcerazione: un dato definito da più parti "allarmante", che apre però la strada a programmi integrativi come quello di Prison Yoga.

“Imparare la meditazione, il respiro e il rilassamento sono abilità che aiutano i carcerati ad affrontare al meglio sia la vita dietro le sbarre che quella che li aspetta nel ritorno nella società” racconta Fox. L'insegnante, originario di Chicago, negli ultimi sei anni ha formato oltre 1’200 istruttori, pronti a lavorare in ambienti complessi come quelli delle carceri di massima sicurezza.

“Oggi sono oltre 100 le case circondariali d'America che hanno aderito al nostro progetto – dice Fox – ma siamo convinti che presto ogni carcere del Paese vorra' offrire un servizio simile al nostro”.

Riccardo Ferraris

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