Carenza di medici generalisti in Svizzera: parla Alberto Chiesa, presidente ATIMEF (RSI - Alex Ricordi/Fabio Salmina)

Di famiglia, ma sempre meno

La penuria di medici di base in Svizzera. Fra proiezioni preoccupanti e proposte per la valorizzazione della categoria

martedì 28/11/17 05:43 - ultimo aggiornamento: martedì 28/11/17 11:01

Non è certo una vita facile, quella dei medici di famiglia. Fra continue sollecitazioni, picchetti e margini ridotti per ferie e riposo, l’attività implica ritmi di lavoro particolarmente impegnativi. Gli stessi che certamente incidono sulla disponibilità, da parte delle giovani leve, a intraprendere questo percorso professionale. E intanto, a fronte di crescenti necessità sul territorio, la penuria di medici generalisti continua a farsi sentire.

Nel 2014 venne massicciamente approvato, in votazione popolare, il decreto per la promozione delle cure mediche di base (keystone)

Sono ormai passati più di 3 anni da quando il popolo plebiscitò un nuovo articolo costituzionale volto a promuovere l’accesso in Svizzera alle cure mediche di base. Si trattava del controprogetto ad un’iniziativa depositata nel 2010 con più di 200’000 firme a sostegno, e poi ritirata. Ben l’88% dei votanti lo approvò, nel maggio del 2014, manifestando così un chiaro attaccamento alla funzione dei medici di famiglia. Ma a distanza di alcuni anni dall’esito di quella votazione, quanto sono cambiate, concretamente, le prospettive per la categoria?

Il dottor Alberto Chiesa è delegato regionale della SSGIM (rsi)

Non moltissimo, si direbbe, stando alle più recenti proiezioni. Attualmente si calcola infatti in Svizzera una mancanza di quasi 2’000 medici di famiglia che “tenderà però ad aumentare ad almeno 4’000-5’000 nei prossimi 8-10 anni”, ci dice Alberto Chiesa, delegato regionale della Società svizzera di medicina interna generale (SSGIM) e presidente dell’ATIMEF, l’organizzazione che riunisce i generalisti in Ticino. L’età media dei medici di famiglia è ormai di 55 anni “ed entro il 2025 il 60% di loro andrà in pensione”, sottolinea.

Età media avanzata e difficoltà di ricambio generazionale: problemi molto diffusi per la categoria dei medici di base (keystone)

Stime preoccupanti, sullo sfondo delle quali si collocano seri problemi di ricambio generazionale e di attrattività della professione per i giovani medici. Senza poi contare gli effetti di un’erosione del tariffario, che per anni ha inciso sulle capacità di guadagno. Ma un fattore cruciale è dato dalla formazione di un numero sufficiente di medici. Sotto questo profilo “la difficoltà di accesso agli studi è sicuramente un problema importante. Allargando un po’ le maglie e adeguando anche le metodologie d’insegnamento, si potrebbero far accedere molti più studenti”, osserva il presidente dell’ATIMEF, auspicando modalità di selezione meno restrittive.

La categoria preme per un incremento dei posti di formazione in ambito universitario (rsi)

L’aumento dei posti di formazione negli atenei, e la valorizzazione delle strutture universitarie di medicina generale, rientrano fra le proposte formulate dalla categoria per affrontare la carenza di medici di base. Ma Chiesa sottolinea anche il ruolo di quell’assistentato in studio medico, che in Ticino non c’è ancora ma che è già presente in modo più o meno diffuso negli altri cantoni. “Se un assistente può frequentare per 6 mesi uno studio medico, può anche appassionarsi e magari orientarsi verso il lavoro come medico generalista”.

Tanto più che, secondo alcuni studi, “praticamente il 70% delle patologie possono essere trattate tranquillamente dalla medicina interna generale, senza ricorrere a specialisti”. Con buona pace di chi pensa ancora ai generalisti come a medici non abbastanza moderni, il nostro interlocutore fa presente che “la professione è completamente cambiata, si è modernizzata e va quindi presentata un po’ meglio. Il giovane medico può trovare l’attrattività di una formazione a 360 gradi”. A tutto beneficio del suo percorso professionale e, soprattutto, delle cure di base destinate alla popolazione.

Alex Ricordi

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