Due Svizzere che non si parlano

Votano e pensano diversamente: cresce e fa sempre più discutere il fossato politico e sociale che nel Paese, negli ultimi anni, separa città e campagna

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Da Berna a Langnau c’è mezz’ora di treno. Eppure la capitale dell’Emmental sembra molto più lontana dalla città sull’Aare. Il paesaggio urbano lascia rapidamente spazio a un dolce paesaggio collinare e alle tipiche fattorie bernesi, ma soprattutto a sensibilità e a visioni della società molto diverse, che negli ultimi anni sono emerse in modo sempre più chiaro in occasione di diverse votazioni popolari. La votazione sulla revisione della Legge sul CO2 è stato l’ultimo esempio, con la città di Berna che l’ha accolta con oltre il 70 per cento di “sì”, mentre a Langnau i “no” hanno raggiunto il 60 per cento.

RG 12.30 del 19.07.21 - L'intervista di Lucia Mottini a Roby Tschopp, sindaco della località neocastellana di Val-de-Ruz
RG 12.30 del 19.07.21 - L'intervista di Lucia Mottini a Roby Tschopp, sindaco della località neocastellana di Val-de-Ruz
 

La stessa cosa è successa in molte altre regioni del Paese, in particolare nella Svizzera tedesca e in quella romanda, ad esempio a Val-de-Ruz, piccolo Comune tra Neuchâtel e La Chaux-de-Fonds. In realtà, i grandi poli urbani e le regioni periferiche votano diversamente da molti anni, tanto che ormai a far discutere non è più il famoso “Rösti-Graben”, ma lo "Stadt-Land-Graben", il fossato tra città e campagna.

Aebi: un anno da primo cittadino e da “ricucitore”

Ma torniamo nell’Emmental bernese perché è da qui che proviene Andreas Aebi, che ha voluto mettere proprio il fossato tra città e campagna al centro del suo anno di presidenza del Consiglio nazionale. Il politico UDC, oltre alla sua fattoria, fino allo scorso anno gestiva anche una piccola agenzia di viaggi. Lui stesso ha girato il mondo, vissuto e lavorato in diverse città all’estero. Non a caso in Parlamento siede nella commissione di politica estera. È convinto che per colmare il fossato tra città e campagna occorra mantenere vivi gli scambi tra le due realtà. Per questo nel suo anno da primo cittadino ha deciso di puntare proprio sulla conoscenza reciproca tra città e campagna.

Andreas Aebi, presidente del Consiglio nazionale
Andreas Aebi, presidente del Consiglio nazionale (keystone)

Lo scorso mese ha organizzato una gita nell’Emmental alla quale hanno partecipato ambasciatori in Svizzera provenienti da tutto il mondo, per mostrare loro che la Confederazione non è solo Berna o la Ginevra internazionale. Ma Andreas Aebi ha voluto pensare soprattutto ai giovani, con diverse gite che porteranno dalla città alla campagna e viceversa oltre mille allievi di diverse scuole elementari del canton Berna.

RG 12.30 del 20.07.21 - L'intervista di Mattia Serena a Reto Nause, municipale della città di Berna
RG 12.30 del 20.07.21 - L'intervista di Mattia Serena a Reto Nause, municipale della città di Berna
 

Il dialogo e la conoscenza reciproca sono ritenuti fondamentali per cercare di colmare lo Stadt-Land-Graben anche da Reto Nause, municipale della città di Berna, per il quale a giocare un ruolo è anche la diversa visione della società, del vivere insieme. A suo dire, chi abita in città vede con favore un maggiore intervento dello Stato con delle regole chiamate ad organizzare la vita di molte persone in spazi relativamente contenuti.

Le spiegazioni del politologo

Ma quale è l’origine del fossato tra città e campagna? Quale è l’identikit dell’abitante di un grande centro urbano e di quello di una regione periferica? Markus Freitag, direttore dell’Istituto di scienze politiche dell’Università di Berna, spiega che le differenze riguardano la mentalità, le sensibilità sui vari aspetti della società e non da ultimo le posizioni politiche. Secondo il ricercatore negli ultimi anni il fossato tra città e campagna non si è allargato.

RG 12.30 del 21.07.21 - L'intervista di Luca Beti a Markus Freitag, direttore dell'istituto di scienze politiche dell'Università di Berna
RG 12.30 del 21.07.21 - L'intervista di Luca Beti a Markus Freitag, direttore dell'istituto di scienze politiche dell'Università di Berna
 

Sul piano politico si è assistito a uno spostamento a sinistra dei grandi centri, in gran parte a maggioranza rosso-verde, mentre le zone periferiche sono in generale più conservatrici, ma a livello generale il fossato è rimasto stabile. Freitag sottolinea inoltre che se da una parte è vero che negli ultimi anni sono state molte e su vari temi le votazioni nelle quali città e campagna hanno votato in modo diametralmente opposto, vincitori e vinti si alternano continuamente, ciò che rappresenta un importante fattore di stabilità in grado di evitare che venga messa a repentaglio la coesione del Paese.

La Svizzera italiana: un caso particolare

Il fossato tra città e campagna esiste anche nella Svizzera italiana? Da una ricerca non ancora pubblicata emerge che questa divisione è presente anche a Sud delle Alpi, ma in maniera ma è molto meno marcata. Ad occuparsi del tema, nel suo lavoro di tesi all’Università di Berna è stato Jonathan Camponovo. Il suo lavoro evidenzia che in Ticino i poli urbani sono meno a sinistra rispetto al resto della Svizzera, Lugano è la città più a destra del Paese.

RG 12.30 del 22.07.21 - L'intervista di Alan Crameri al ricercatore Jonathan Camponovo
RG 12.30 del 22.07.21 - L'intervista di Alan Crameri al ricercatore Jonathan Camponovo
 

I motivi di questo Sonderfall ticinese secondo Camponovo sono legati a diversi fattori: si va dalla situazione periferica del canton Ticino, alla forte pressione della Lombardia alla frontiera e alla crisi economica degli anni Novanta. Ciò non significa che i dissidi interni siano inferiori, i motivi di conflitto ci sono anche in Ticino, ma appartengono a dinamiche interne che vanno al di là del fossato città-campagna.

Mattia Serena

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