(©Matteo Tacconi)

Ebrei di Polonia oggi (3)

"Siamo tutti parte di un'unica storia" - La fondatrice di Stacja Muranow racconta la storia del nuovo quartiere

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Beata Chomatowska è una giornalista polacca. Nel 2005, quando si trasferì da Cracovia a Varsavia per lavoro, affittò una casa nel quartiere di Muranow, l’ex distretto ebraico della capitale polacca, poi divenuto il ghetto. All’epoca non c’era nulla che ricordasse ciò, né che nel dopoguerra Muranow prese forma dalle rovine del ghetto, insorto e annientato nel 1943.

Beata Chomatowska lo scoprì leggendo un libro su Varsavia. Ne rimase talmente affascinata da iniziare una ricerca su Muranow. Ne nacque un libro, ma soprattutto un’associazione, Stacja Muranow (Stazione Muranow), impegnata dal 2010 a coniugare la memoria della Muranow ebraica con quella della Muranow post-bellica.

Le azioni di Stacja Muranow - tra le quali spiccano i frequenti dibattiti, i murales di quartiere, le visite guidate e un archivio fotografico collettivo, Muranoteka - sono parte di un più ampio movimento che negli ultimi vent’anni ha portato i polacchi non ebrei a riscoprire il pilastro ebraico della biografia nazionale, demolito dal nazismo e dimenticato dal comunismo, per ragioni ideologiche e di opportunismo politico (il regime fu molto nazionalista).

“All’inizio ci presero per alieni. Credevano che fossimo la quinta colonna degli ebrei, che volevano marciare sul distretto per riprenderselo”, ricorda Beata Chomatowska. Poi con il passare del tempo Stacja Muranow ha conquistato la fiducia della gente del posto. “La cosa importante, qui, è che tutti sono parte di un’unica storia. La gente che vive qui oggi condivide lo stesso spazio che un tempo fu popolato dagli ebrei”.

Matteo Tacconi

N.d.R.: Questa è la terza di quattro storie sugli ebrei di Varsavia (la prossima - e ultima - sarà online il 26 gennaio) , storie che anticipano e completano un reportage di circa 20 minuti che andrà in onda su LA1 sabato 27, alle ore 12.00, per la trasmissione Segni dei Tempi.

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