Emarginati dalla mascherina

Il Covid-19 e le misure di protezione mettono in grave difficoltà i sordi, persone che sentono attraverso la lettura del labiale

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Cosa significa per una persona sorda vivere ai tempi del coronavirus? Ce lo ha spiegato Ilaria Galbusera, 29 anni,  bergamasca, capitana della nazionale italiana di pallavolo sorde.  “Coprire con la mascherina il viso, dal naso fino al mento, limita uno dei principali requisiti della lingua dei segni: ovvero la mimica facciale, l’espressività”, spiega Ilaria. Leggere il labiale, per molti sordi, è l’unico modo per poter “sentire” gli altri.

Le barriere si sono alzate  subito, sin dai primi giorni, quando sono stati istituiti i numeri da chiamare in caso di emergenza Covid-19. “Noi persone sorde non possiamo telefonare, come facciamo se ci sentiamo male e viviamo sole?”,  chiede Ilaria.

Oggi, grazie all’intervento delle associazioni, e soprattutto dell’Ente Nazionale Sordi ,qualcosa è cambiato: in primo luogo le conferenze stampa istituzionali prevedono la presenza dell’interprete in Lingua dei Segni. Ma la fase due, ed in particolare l’obbligo delle mascherine, rischia di tagliare di nuovo fuori questa fetta della popolazione.

Romina Vinci

Il problema dell'ulteriore marginalizzazione dei non udenti a causa dell'uso delle mascherine è stato sollevato anche dalla Federazione svizzera dei Sordi (SGB-FSS) che, a seguito di un uso sempre più generalizzato delle mascherine (seppure non imposto dall'autorità federale), ha realizzato questo video con cui spiega ai professionisti e al pubblico come comunicare con le persone sorde quando indossano una mascherina.

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