Il fegato: l'organo, vitale, esposto a drammatiche conseguenze in caso di infezione da epatite C (rts)

Epatite C, le nuove speranze

Farmaci rivoluzionari, ora rimborsati, contro il virus che miete in Svizzera molte più vittime dell'AIDS

lunedì 13/11/17 11:25 - ultimo aggiornamento: martedì 14/11/17 06:45

“L’epatite C è una malattia subdola, può rimanere silente per molti anni dopo il contagio. Anche in Svizzera circa la metà delle persone contagiate, non sa di esser portratrice del virus” ci spiega il dottor Philipp Bruggman, primario del Centro per la medicina delle dipendenze ARUD di Zurigo e presidente dell'Associazione Epatite Svizzera.

Philipp Bruggman è l'attuale presidente dell'Associazione Epatite Svizzera (rsi)

A rendere ancora più difficile la diagnosi precoce e quindi la cura tempestiva, stando allo specialista, c’è una preoccupante carenza di informazione soprattutto per quanto riguarda il meccanismo di trasmissione del virus. Nella stragrande maggioranza dei casi avviene per via parenterale, cioè attraverso il sangue -a causa di siringhe o strumenti medici o per tatuaggi non sterilizzati bene- e meno frequentemente per via sessuale.

In Svizzera si stima che i portatori del virus siano circa 40'000, le annate più a rischio sono quelle tra il 1950 e il 1985. Anche nel nostro paese il virus ha potuto diffondersi prima di esser scoperto, nel 1989. L’infezione di regola per anni non crea sintomi e dunque la maggior parte delle persone alle quali viene diagnosticata, non ha una storia che permette di chiarire dove abbia contratto il virus afferma l'esperto zurighese di epatite virale.

Spossatezza, depressione, dolori alle articolazioni, diabete, malattie cardiovascolari, questi solo alcuni degli effetti dell’epatite C. E certo non i peggiori. Il virus colpisce soprattutto il fegato, con conseguenze spesso gravissime: come cancro o cirrosi epatica. Finora, le terapie classiche non erano del tutto efficaci e avevano pesanti effetti collaterali. Tre anni fa sono però arrivati sul mercato i nuovi farmaci che permettono di eliminare il virus in oltre il 95% dei casi. Il dottor Philipp Bruggmann non esita a parlare di una rivoluzione.

Farmaci molto efficaci, ma costosissimi, fino a 100'000 franchi per trattamento. In Svizzera solo all’inizio di ottobre di quest’anno sono cadute le limitazioni imposte finora per motivi finanziari dall’Ufficio federale della sanità pubblica per la cura dell’epatite C. Fino a poche settimane fa le casse malati rimborsavano i preparati dell’ultima generazione solo ai pazienti più gravi.

Il dottor Bruggman sottolinea la svolta rivoluzionaria aperta dai nuovi farmaci per il trattamento della patologia (rsi)

"È finalmente arrivata la buona notizia attesa da tempo! Per anni ci siamo battuti affinché tutte le persone contagiate potessero esser curate con le nuove medicine. Fortunatamente Berna è riuscita ad ottenere una forte riduzione dei prezzi dalle case farmaceutiche”, si rallegra il dottor Bruggmann.

A beneficiare dei nuovi medicamenti, e con un recupero della propria salute che ha del miracoloso, è stato anche il 60enne Daniel Horowitz: ingegnere informatico, contagiato dal virus all'inizio degli anni '80, iniziò la terapia nel 2015 quando una fibrosi del fegato indotta dal virus sembrava ormai lasciargli pochi anni di vita.

Un'immagine del 60enne Daniel Horowitz: completamente guarito dall'epatite C, dopo la somministrazione dei nuovi farmaci (rsi)

"Grazie a questa cura posso dire di esser rinato; mi è stata regalata una nuova vita, e poco importa quanto durerà, ma adesso godo di una buona qualità di vita. Non soffro più di dolori cronici, ho recuperato tutte le mie energie. Sono tornato il vecchio Daniel di un tempo, pieno di vita, proprio com’ero prima della malattia. E al termine del trattamento le analisi hanno confermato che i valori del fegato si erano normalizzati e che l’infezione non c’era più!", ci dice commentando la sua completa guarigione.

Philipp Bruggman sottolinea che finora si sono valutati solo i costi della terapia. Si dice: “Ma è pazzesco questo prezzo!” e non si considera che la guarigione ottenuta grazie alle nuove medicine, permette un risparmio effettivo sui costi sanitari e ospedalieri e anche dell’Assicurazione invalidità. Molti malati di epatite C non riescono infatti a restare integrati nel mondo del lavoro.

Anna Maria Nunzi

 

Seguici con