Figlie della regina di Saba (1)

Storie di donne dallo Yemen in guerra - Dalia al-Moqaddam, ingegnere meccanica, per passione lavora in un'officina

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Non ci sono solo povertà, depressione economica e soprusi nello Yemen in guerra da due anni. 

 

E, per quanto riguarda le donne, non c’è solo un numero sempre più alto di spose-bambine o di piccole donne che muoiono per malnutrizione, ma, in alcuni casi e in alcune realtà, è possibile trovare storie che rompono lo stereotipo, mostrano estrema resilienza, infondono fiducia nel domani.

Le donne contro la guerra

La situazione delle donne in guerra in Yemen è difficile ma può anche essere uno strumento di eccezionalità per cambiare il proprio destino e aprire una breccia di indipendenza per tutte le altre donne. Così, abbiamo scelto di raccontarvi chi sono le “figlie della regina di Saba”, prendendo ispirazione dal nome della leggendaria e potente Belqis, la regina dell’Arabia Felix che i romani conobbero e temettero, durante l’era dei commerci carovanieri lungo la via della seta.

E come Belqis, Dalia al-Moqaddam, venticinquenne ingegnere meccanico di Sana’a, nel Nord dello Yemen (dunque nell’area controllata dai ribelli Houthi, piuttosto conservatori) bella come il sole e fiera come un cavallo di razza, difende con le unghie e con i denti il posto che ha conquistato in officina: una internship nella concessionaria locale della casa di automobili giapponese Suzuki, dove svolge il suo praticantato professionale da alcuni mesi.

La scelta di Dalia

Dalia ha fatto una scelta inusuale, non solo per le donne yemenite, ma anche per molti altri ambienti sociali, considerati più evoluti, anche in Europa. Dice fiera: “Sono una fan del potere alle donne e voglio essere felice: la meccanica è la mia passione e rivendico il mio diritto di vivere e lavorare per passione”.

Ma Dalia, a partire dalla vita quotidiana, in cui indossa sempre i tacchi, anche per recarsi in officina, non ha nessuna voglia di assomigliare fisicamente ad un uomo per farsi accettare in un ambiente totalmente maschile. E in questo si sente poco “femminista”: “Sono un meccanico nella professione e una donna nella vita. In questo, non ci vedo alcuna contraddizione”.

Laura Silvia Battaglia

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