Gli anni passano per tutti

I tossicodipendenti con più di 50 anni stanno invecchiando e necessitano di una presa a carico simile a quella degli anziani: come sarà gestita?

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I tossicodipendenti over 50 stanno aumentando in tutta Europa e la Svizzera non fa eccezione. I COTS (consumatori di droga in trattamento sostitutivo) con più di 50 anni oggi rappresentano il 41% dei COTS totali di tutta la Confederazione. La percentuale sale al 53% in Ticino. Cifre decisamente alte rispetto al 1999, quando i COTS over 40 erano solamente il 15% del totale.

L'invecchiamento dei dipendenti over 50 segue di pari passo quello della popolazione svizzera: entro il 2050 gli over 65 passeranno da 1,6 milioni a 2,7. Lo stato di salute dei tossicodipendenti che hanno compiuto 50 o più anni non è però paragonabile a quello di un coetaneo che non ha mai assunto droghe. Diversi studi condotti in questo campo concordano sul fatto che una persona che ha alle spalle una lunga carriera da tossicomane presenterà, all’età di 50 anni, uno stato di salute vicino a quello di una persona di 70 anni o più.

 

Un invecchiamento precoce e una salute fragile che ci conferma anche Mirko Steiner, direttore del centro terapeutico Villa Argentina di Viglio, l'unica struttura ticinese che accoglie maggiorenni con dipendenze: "In media calcoliamo che l'aspettativa di vita di queste persone sia diminuita drasticamente, di circa 10-20 anni".

Lo stesso Steiner sostiene che c'è un netto aumento di questa fascia d'età: "Ora il 25% dei nostri ospiti ha più di 50 anni. Un tempo erano una rarità". Queste persone avranno sempre più bisogno di aiuto con il passare del tempo: "Molti supereranno i 60 anni. Una parte potrà stare a casa, ma un'altra no, perché da soli non ce la fanno", ammette Steiner.

Attualmente strutture ad hoc per queste persone sono presenti ad esempio a Zurigo, ma in Ticino non ci sono. Le incognite sulla presa a carico, dunque, abbondano: "Di fatto non c'è nulla di stabilito, manca un mandato. Aspettiamo di avere dei numeri al riguardo per vedere quali e quante persone di quella casistica più grave avranno bisogno di unità abitative come quelle di Zurigo. Poi vedremo chi si darà da fare, che mandato ci potrebbe essere".

Fabio Dotti
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