(©Ruben Lagattolla)

Gli intrappolati di Marawi

Storia di un drappello di volontari che, nelle Filippine, aiuta i civili da uscire dalla città assediata dal Gruppo Maute (2)

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Quattro storie per raccontare le Filippine di oggi attraverso l'attualità. Storie di persone che cercano di cambiare le cose, storie di gente semplice, di sfollati e di imprenditori, di pescatori e sognatori. Per raccontare le Filippine e le sue contraddizioni, le sue bellezze e le sue diversità, quattro storie non bastano, ma sicuramente possono farci vedere in parte un Paese poco conosciuto in Europa.

La seconda storia parte da Marawi che, dal 23 maggio 2017, è una città sconvolta da combattimenti e bombardamenti quotidiani tra le forze del governo filippino e i miliziani del 'Gruppo Maute', una organizzazone terroristica legata allo stato islamico responsabile di numerosi crimini tra i quali rapimenti, omicidi, attentati.

Gli ultimi dati in riferimento alla battaglia (sette di agosto) parlano di 360'000 sfollati, 528 miliziani uccisi, 122 caduti tra esercito e forze di polizia, 45 civili uccisi e tra gli 80 e i 100 ancora in mano ai terroristi. Un gruppo di volontari ha però deciso di non andarsene  e di rimanere per svolgere un lavoro rischiosissimo: attraversare la linea del fuoco per salvare centinaia di civili rimasti intrappolati nei quartieri centrali di Marawi dove si combatte casa per casa. Un lavoro pericoloso. Qualcuno li ha paragonati ai 'White Helmets' siriani. Loro, per sdrammattizzare, si sono chiamati 'Squadra suicida'.

Cristiano Tinazzi

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