I dimenticati del terremoto

Un anno fa 39'000 persone si sono ritrovate, nel sudest della Croazia, senza una casa. Alcune sono emigrate, altre vivono in container

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Il 29 dicembre 2020 un terremoto di magnitudo 6.4 ha colpito la regione croata di Sisak e della Moslavina. Le scosse, che hanno provocato danni anche nella capitale Zagabria, hanno distrutto interi villaggi e reso inagibili la gran parte degli edifici nelle città di Petrinja e Glina. 39.000 persone – sulle 150.000 che abitano nella regione – si sono ritrovate da un giorno all’altro senza una casa.

A distanza di un anno si sta ancora lavorando per demolire gli edifici pericolanti e la ricostruzione procede a rilento. Gli abitanti si ritrovano così ad affrontare un altro inverno in container spesso sprovvisti di wc e acqua corrente. In molti hanno scelto di rientrare nelle proprie case, sebbene crepate e pericolanti, per ripararsi dal freddo, almeno durante la notte.

In questa regione – già fortemente impoverita dall’eredità delle guerre jugoslave – il sisma ha fatto dilagare l’emigrazione. Le continue scosse, unite alla mancanza di prospettive economiche e occupazionali, hanno spinto migliaia di persone a ricominciare una nuova vita lontano da quella che, fino ad allora, era sempre stata la loro casa.

Marco Carlone - Francesco Rasero

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