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Il Buddha di Alessandro

Piccolo viaggio spirituale in una delle 400 comunità religiose di Ginevra, in compagnia di un giovane insegnante molto zen

Nell’ambito di un servizio speciale sulle numerose (più di 400) comunità religiose di Ginevra, reportage prodotto in vista della visita di Papa Francesco, mi sono ritrovato in un piccolo centro buddhista della città.

Alessandro, durante la pratica della meditazione
Alessandro, durante la pratica della meditazione (rsi)

E lì, fra statuette dorate di Buddha, disegni contemplativi e CD di musica rilassante ho conosciuto Alessandro Sudano. Figlio di immigrati italiani, persona gentile dal sorriso pacifico, fa l’insegnante di psicologia, filosofia e meditazione buddhista.

La mia camerawoman lo filma mentre si siede nella tradizionale posizione del loto, lo inquadra mentre legge le parole della saggezza che tanto gli sta a cuore. Io l’osservo mentre si immerge in sé stesso a occhi chiusi. Un po’ gli invidio quella pace felice che sembra regnare dentro di lui.

Accanto ad una statuetta raffigurante Buddha, un'immagine del maestro Geshe Kelsang Gyatso
Accanto ad una statuetta raffigurante Buddha, un'immagine del maestro Geshe Kelsang Gyatso (rsi)

Non senza qualche scricchiolio delle ossa mi siedo nella sua posizione e inizio l’intervista. Alessandro cita a più riprese il monaco buddista fondatore del centro. Si chiama Geshe Kelsang Gyatso e pare sia stato il pioniere della diffusione del buddhismo nella società moderna.

La cosa più interessante è che i suoi insegnamenti sono aperti a tutti, anche a fedeli di altre religioni, perfino ai non credenti. Uno spirito adatto a questa Ginevra multireligiosa e non lontano dallo slancio ecumenico di Papa Francesco nella città di Calvino.

Massimo Isotta

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