Il "G8 Project" per "Fare luce"

Un'installazione teatrale preludio di un progetto che, ad ottobre, proporrà nove pièce inedite di altrettanti drammaturghi "tra memoria e futuro"

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«Non sono un reduce del luglio 2001 – spiega a Oltre La News, David Livermore – ma sono il direttore di uno dei più importanti teatri italiani». Livermore dirige il Teatro Nazionale di Genova (TNG) che compie settant’anni proprio mentre la città ricorda il G8. Il teatro-documento è stato inventato su questi palcoscenici dall’esperienza di Ivo Chiesa e Luigi Squarzina. «Ecco, noi siamo figli di questa storia», dice ancora Livermore illustrando come il TNG ha voluto intrecciare i due anniversari con il G8 Project, per riflettere sui grandi temi della convivenza civile, delle relazioni internazionali e della politica culturale come fondamento della vita sociale.

 

Le nostre telecamere hanno visitato “Fare Luce – Come fu che accadde”, installazione ispirata al modello della “Casa della Memoria” di Santiago del Cile. Un gesto poetico e teatrale che invita a elaborare una memoria condivisa. Il progetto entrerà nel vivo in autunno con un laboratorio per studenti curato da Giorgio Scaramuzzino ed Elena Dragonetti e un cartellone di nove inediti “tra memoria e futuro” commissionati dal TNG a nove drammaturghi, uno per ciascun paese del G8 più l’Unione europea (il tedesco Roland Schimmelpfennig, Nathalie Fillion dalla Francia, il canadese Guillermo Verdecchia, Fausto Paravidino, Sabrina Mahfou, britannica, il giapponese Toshiro Suzue, Wendy MacLeod dagli USA, Ivan Vyrypaev per la Russia e Fabrice Murgia per l’Ue). L’evento si aprirà con una maratona teatrale, il 9 ottobre, in apertura della stagione, dieci ore di teatro per nove diversi capitoli di un racconto individuale e corale, tra passato e presente, mobile nel tempo come nello spazio.

Checchino Antonini - Massimo Lauria

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