Il Regno Unito e le sue incertezze

Votare sull’esito delle elezioni, in Gran Bretagna, è una tradizione consolidata, ma... questa volta il responso è più incerto che mai

Gli allibratori britannici hanno sempre avuto una sensibilità accurata nel prevedere l’esito degli appuntamenti elettorali. Almeno fino al 2016, in occasione del referendum per la Brexit. Nell’unanimità dei pronostici - di analisti, sondaggisti e appunto bookmakers - il Regno sarebbe dovuto rimanere nell’Unione Europea. Così come - pochi mesi più tardi - Donald Trump non sembrava avere speranze di entrare alla Casa Bianca. Due cantonate clamorose, costate la reputazione a diverse società demoscopiche e svariati milioni di sterline all’industria delle scommesse.

È così che si spiega la diffusa prudenza che accompagna queste elezioni britanniche invernali. Anche gli ultimissimi sondaggi confermano il netto vantaggio dei Tory sui Labour, un distacco di assoluta garanzia, traducibile in una solida maggioranza a Westminster. Il dato trova conferma nel volume di denaro, scommesso sulla vittoria di Boris Johnson, a cui solo un “Parlamento bloccato” pare poter negare la conferma a Downing Street. Cionostante la parola d’ordine resta la stessa: cautela.

Lorenzo Amuso

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