Il dollaro che ti salva

In Venezuela, grazie a un movimento spontaneo, i prezzi dei prodotti principali sono fissati nella valuta statunitense: un modo per combattere l'inflazione

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Chi l’avrebbe mai detto che a salvare l’economia venezuelana sotto il governo socialista di Nicolas Maduro sarebbe stato proprio il dollaro? Ma è quello che è successo, grazie ad un movimento spontaneo della gente che, stanca dei continui aumenti a causa dell’inflazione più alta del mondo (arrivata all’incredibile tasso di 5'000% all’anno), ha deciso di fissare i prezzi dei principali prodotti con la valuta statunitense. Una strategia che ha anche risolto il problema delle reperibilità delle banconote in Bolivar, la moneta ufficiale, già che non si riuscivano a stampare abbastanza biglietti per far fronte all’aumento vertiginoso dei prezzi.

La crisi economica in Venezuela

La crisi economica in Venezuela

TG 20 di lunedì 13.06.2022

La "dollarizzazione" spontanea ha creato inizialmente nuovi aumenti ma poi la situazione si è stabilizzata. Oggi un caffè al bar costa un dollaro e ovunque si può pagare con il biglietto verde. Gian Franco Misagna porta avanti il locale fondato da suo padre 40 anni, dove sostiene di servire il miglior caffè di Caracas. “La gente si è organizzata da sola e questo fa parte della natura del venezuelano. Abbiamo avuto tante crisi, abbiamo superato tanti problemi che siamo diventati resistenti a tutto e usiamo la creatività per risolvere ciò che i nostri governanti non riescono a gestire”.

Daniela Alcalà lavora come designer grafica e ammette che all’inizio ha dovuto faticare per riuscire a convertire il compenso dei suoi lavori in dollari. “Come tutti i cambiamenti c’è voluto bisogno di un periodo di assestamento. Ma poi sia i clienti che i fornitori si sono resi conto che non aveva nessun senso continuare a lavorare sulla base del Bolivar. Abbiamo deciso di prendere come riferimento per prezzi, preventivi e lavori da fare il dollaro. Oggi le cose vanno meglio, perlomeno abbiamo una certa stabilità, anche se nel nostro Paese nessuno può sapere quanto le cose dureranno così come sono”.

Il Venezuela soffre ancora una forte crisi, con la maggior parte delle famiglie che vivono sotto la soglia della povertà, ma la stabilità monetaria, seppur dipendente da una valuta straniera, ha migliorato il quadro generale. In molte case, poi, i dollari arrivano per via delle rimesse mandate da famigliari che vivono all’estero, una conseguenza della grande diaspora di sei milioni di venezuelani espulsi dalla crisi economica dal 2015 ad oggi.

Il governo tollera l’uso del biglietto verde, cosciente che ha pochi strumenti pere poter “blindare” la moneta nazionale. Il “dollaro salvatore”, assieme ad una serie di riforme ed aperture alle imprese, ha permesso di avviare una timida ma significativa ripresa e oggi c’è più speranza sul futuro.

 
Emiliano Guanella
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