La Svizzera concluse per prima un accordo di libero scambio con la Cina
La Svizzera concluse per prima un accordo di libero scambio con la Cina (keystone)

Il nodo cinese, la questione uigura

Verso un nuovo rapporto bilaterale fra Svizzera e Cina?

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È il 2013: Consiglio federale prima e Parlamento poi appoggiano entusiasticamente l’accordo di libero scambio fra Svizzera e Cina. Una pietra miliare, secondo i suoi fautori, che fa della Svizzera il primo paese in Europa a potere beneficiare di vantaggi concorrenziali con il gigante asiatico. Eppure l’entusiasmo di 8 anni fa non è più lo stesso, per lo meno a Berna.

In pochi anni Pechino, sotto la presidenza di Xi Jinping, ha cambiato atteggiamento e ruolo sulla scacchiera internazionale: espansionismo economico e militare, fame di dominio tecnologico e rispetto dei diritti dell’uomo sempre più in discussione. Si pensi alla situazione dell’etnia uigura nello Xinjiang e alle tensioni a Hong Kong.

 

A Berna si osserva con attenzione lo sviluppo degli equilibri mondiali. A breve il Consiglio federale renderà nota la nuova strategia sulle relazioni con la Cina, mentre si infittiscono le critiche sull’accordo di libero scambio. Per un paese come la Svizzera – al cospetto del colosso cinese - appare sempre più arduo l’esercizio di equilibrismo, fra interessi economici, dipendenza tecnologica e accento sui diritti umani.

 
Nicola Lüönd - Jonas Marti
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