Il telefonino tra i banchi

Nessun divieto alle medie ticinesi, ma un regolamento chiaro per allievi e docenti

Non ha senso proibirlo, bisogna puntare sul suo uso consapevole. In questo modo si può riassumere il pensiero di Daniele Parenti, direttore del Centro di risorse didattiche e digitali (CERDD), per quanto riguarda il telefonino in classe. A fine giugno è stato presentato un regolamento che entra in vigore da oggi, lunedì, con l’inizio dell’anno scolastico 2018/2019. Per gli altri istituti, ossia licei, scuole professionali, per ora sono state stilate delle raccomandazioni.

Regole per allievi e per docenti

In sintesi i ragazzi potranno portarlo con sé, dovranno tenerlo in modalità silenzioso o “aereo” durante le lezioni e potranno usarlo se il docente lo ritiene necessario per le lezioni. Per quanto riguarda le pause, ogni istituto potrà optare per tenerlo spento o acceso. Regole sono state decise anche per gli insegnanti che non potranno ritirarlo per un tempo illimitato siccome “è uno strumento personale dello studente”.

Aule digitali

La scuola quindi passo dopo passo si sta adattando al mondo delle nuove tecnologie, implementandole anche nell’insegnamento, come d’altronde avviene ormai da anni nella sede di Breganzona, dove le aule sono tutte dotate di wifi e notebook e surface sono a disposizione degli allievi. Manuela Gerber, esperta cantonale di media e tecnologie, è una pioniera in questo settore. Le sue lezioni di matematica si svolgono su una lavagna interattiva dove tutti gli appunti vengono salvati e messi a disposizione degli allievi anche quando sono a casa. Metodi didattici condivisi, con la possibilità di attivare forum per scambiarsi informazioni o trovare soluzioni di algebra insieme. Carta e penna spariranno? Per ora no, ma saranno sempre più affiancate da tablet e computer.

In giugno è stato approvato dal Consiglio di Stato un investimento di 47 milioni di franchi per i prossimi cinque anni. Soldi che serviranno per digitalizzare la scuola in modo organico

Alessandra Spataro
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