Il terremoto che muta le terre

Un "cammino" di 250 chilometri e 14 tappe ha ridato motivazione e speranza a coloro che, pur avendo perso tutto, hanno deciso di restare

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Alle 7.41 del 30 ottobre 2016, una scossa di magnitudo 6,5 colpisce la Valnerina. È il terzo di una serie di quattro eventi sismici che tra il 2016 e il 2017 hanno interessato prima la valle del Tronto, poi il confine umbro-marchigiano, quindi Norcia e i comuni dell'aquilano. 303 i morti, 41mila gli sfollati, interi paesi distrutti, tra cui Castelluccio di Norcia, Accumoli e Amatrice

Il cammino tra le terre mutate dal terremoto
Il cammino tra le terre mutate dal terremoto (©Daniela Sala)

 Oggi, un percorso di 250 chilometri, in 14 tappe attraverso quattro regioni, tocca i luoghi simbolo di dieci anni di terremoti, per impedire che questi posti siano dimenticati.

Il "Cammino nelle Terre Mutate" è nato nel 2017 dall'esperienza della “Lunga Marcia Per L'Aquila” del 2012, una marcia di protesta contro la ricostruzione mancata e “l'immobilismo del governo”, ma anche per “portare alla città un segno di affetto”.

Ogni anno sono migliaia le persone che decidono di percorrerlo, attraverso città e borghi che portano ancora i segni del terremoto, ma anche attraverso i sentieri montani dei Sibillini e dei Monti della Laga. Quest'anno i camminatori sono stati ancora più numerosi del solito: la pandemia ha infatti spinto molti a riscoprire la montagna e il turismo lento. Nel 2019 è stata pubblicata la guida del cammino, che può essere percorso interamente o in parte, a piedi, in bici o a dorso d'asino e permette di scoprire – e supportare – chi ha deciso di restare e ricostruire, nonostante tutto.

Daniela Sala

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