Il ticinese che cambiò il volto di Roma

Si chiamava Francesco Castelli, detto il Borromini. 400 anni fa iniziava la sua avventura nell'Urbe, tra i capolavori e la rivalità con Bernini

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Esattamente quattro secoli fa, un giovane scalpellino di Bissone scese a Roma, in cerca di fortuna. Allievo del maestro ticinese Carlo Maderno, divenne in breve tempo uno dei maggiori architetti di tutti i tempi. Francesco Castelli, detto il Borromini, è tra coloro che la Città Eterna la cambiarono per sempre.

Sant'Ivo alla Sapienza, Sant'Agnese in Agone, San Carlino alle Quattro Fontane sono oggi considerate tra le maggiori opere del Barocco. Ma la vicenda umana di Borromini purtroppo non è fatta di soli capolavori. L'eterna rivalità con il coetaneo Gian Lorenzo Bernini ne mina la mente e il fisico. Si toglie la vita con una spada, il 2 agosto del 1667.

Oggi c'è chi sta recuperando la storia dei due eterni rivali, per narrarla al pubblico. E' il caso di Alessandro Rubinetti, attore e scrittore della Compagnia Teatro Reale, che accompagna le persone in tour alla scoperta dei capolavori di questi due colossi del Barocco. Qualche anno fa era stato il cantautore rock Andrea Ra, a dedicar loro un brano. Prendendo le parti, neanche a dirlo, di Borromini.

Gilberto Mastromatteo
Condividi