Il veterano deportato

Storie da Tijuana, cittadina del Messico, al confine con gli Stati Uniti d'America, dove si mescolano generosità e tristezza (1)

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Poco lontano dal centro di Tijuana c'e' un palazzo a due piani, le pareti in mattoni a vista e la facciata piena di crepe. E' qui che Hector Barajas si è stabilito dopo essere stato deportato. Lui è un ex soldato dell'esercito americano, ha combattuto per gli Stati Uniti d'America, ma dopo un reato penale nel 2004 è stato espulso a vita dal Paese. Senza demoralizzarsi ha cercato informazioni su internet: ha scoperto che tanti altri veterani come lui si trovavano nella stessa situazione. È nata così, naturalmente, l'idea di aprire l'associazione Deported Veterans, una organizzazione senza scopo di lucro nata per aiutare oltre 300 militari finiti in una contraddizione del sistema immigratorio U.S.A. "Siamo persone che avrebbero dato la vita per gli Stati Uniti – racconta Hector – e che ora si trovano relegate qui, abbandonate dalla Nazione che abbiamo scelto si servire".

Hector si occupa di garantire ai veterani deportati l'assistenza legale della quale hanno bisogno: "Nonostante il mandato di deportazione abbiamo ancora diritto alla pensione e all'assistenza medica da parte del governo di Washington”. La speranza è quella di una sanatoria che un giorno possa permettere a questi soldati di attraversare il confine.

Riccardo Ferraris

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