L’arte rubata passa per internet

Arte rubata (2): l’uso dell’Intelligenza Artificiale per cercare nel web (e nel dark web) le opere sottratte. Il lavoro degli inquirenti è sempre più legato alla tecnologia

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Rispetto al 1969, quando in Italia fu istituito il Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, le modalità con cui gli investigatori ricercano i beni culturali illecitamente sottratti sono cambiate parecchio.

Oggi al centro delle attività di ricerca dei capolavori dell’arte rubati in Italia c’è la Banca Dati del Comando TPC che è stata assorbita all’interno del più ampio sistema Leonardo.

Un sistema informativo che censisce tutte le opere d’arte con cui i Carabinieri del Comando TPC sono entrati in contatto: 8 milioni di opere di cui circa un milione e 300 mila sono quelle della Banca Dati vera e propria. Opere, dunque, che sono state trafugate e che ora bisogna ritrovare.

Nella seconda puntata della serie che RSINews ha dedicato alla ricerca dei capolavori perduti, ci concentriamo sull’utilizzo delle tecnologie e dell’utilizzo sempre più esteso dell’Intelligenza Artificiale e delle indagini nel dark web.

Mario Messina
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