L'Italia e la sua instabilità

"Gli elettori pensano al male minore (Berlusconi), ma il paese rischia la situazione spagnola" - Intervista a Mario Calabresi

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Oggi, 21 dicembre, i cittadini catalani sono chiamati al voto per decidere sul separatismo, osteggiato da Madrid. Comunque vada, la popolazione rimarrà divisa in due schieramenti, separati da un odio crescente, in una Nazione, la Spagna, che non riesce a emergere da una profonda crisi politica, istituzionale ed economica. Nel giorno delle elezioni in Catalogna, la RSI pubblica una video-intervista, realizzata negli studi di Besso, a Mario Calabresi. Il direttore del quotidiano la Repubblica commenta un’altra situazione di instabilità politica che attanaglia un paese altrettanto fondamentale per la tenuta dell’UE: l’Italia, chiamata alle elezioni nazionali il prossimo marzo, scossa da movimenti populisti e rigurgiti neofascisti, che trovano terreno fertile nella crisi economica e sociale.

“Il ritorno in sella di Berlusconi (centrodestra) si spiega con la stanchezza nei confronti del Partito Democratico di Renzi (centrosinistra) e del Movimento 5 stelle (M5S)… L’elettorato moderato, deluso da come ha governato il M5S (a Roma e a Torino) e dalla litigiosità del centrosinistra, torna dal Cavaliere, considerandolo il pericolo minore", sottolinea il direttore di Repubblica.

Nella situazione, odierna, però, è impossibile fare un pronostico, dice Calabresi. "La cosa più difficile da prevedere è come andrà a finire. L’unica coalizione che in questo momento ha la possibilità di avvicinarsi alla maggioranza è il centrodestra. In mancanza di una maggioranza, invece, sono possibili vari scenari, ma viene meno l’ipotesi di una coalizione tra Berlusconi e Renzi (PD), visto che il Cavaliere trova la sua forza con Salvini (Lega). E bisogna tenere conto di un'altra variabile, che peserà sulle elezioni: il partito dell'astensione. Ha contagiato metà dei cittadini - spiega Calabresi - che non si riconoscono in nessuna delle parti in campo: nella sinistra litigiosa, nel movimento Cinque Stelle dalle proposte populiste, nell'ennesimo ritorno di Berlusconi o nelle parole d’ordine di Salvini. Di fronte a questo gli italiani sembrano più propensi a restare a casa il giorno del voto".

"Siamo di fronte, insomma, a un'Italia profondamente divisa in tre aree (Movimento 5 stelle, centrodestra e centrosinistra)", incapaci di raggiungere un'intesa di Governo. Anche perché gli ultimi due poli sono ulteriormente spaccati al loro interno. Il rischio dunque, sottolinea Calabresi, "è quello di trovarsi in una situazione spagnola, ed essere costretti a tornare alle urne in breve tempo: votare a marzo per poi, chissà, rivotare a giugno”.

Massimiliano Angeli

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