(©Gabriele Battaglia)

La Cina, 46 anni dopo (2)

La storia di Chung Kuo letta da due contadini già capi di un villaggio scomparso: "Ai tempi di Mao andava bene Mao, oggi va bene Xi"

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Quando nel 1972 la troupe di Michelangelo Antonioni arriva a Dacaiyuan, a capo del villaggio ci sono due giovani contadini. Ma Yongxi ha 34 anni ed è presidente del comitato rivoluzionario; il suo vice, Ma Dongcheng, è di qualche anno più giovane.

Oggi, li ritroviamo sempre lì, ma la loro vita è cambiata e non solo per gli anni che passano. Dacaiyuan non c'è quasi più e i due Ma sono simboli viventi dei cambiamenti della Cina. Entrambi vedono una continuità tra Mao Zedong e Xi Jinping, passando per Deng Xiaoping; mentre in Occidente tendiamo a pensare che la Cina capitalista di oggi sia diametralmente opposta a quella socialista della Rivoluzione Culturale. Loro invece misurano tutto in termini di benessere materiale.

 

Ma Dongcheng dice: “Ai tempi di Mao, andava bene Mao, oggi va bene Xi”, il che significa che non c'è contraddizione: lo sviluppo di oggi ha le sue radici in quella povera Cina della loro giovinezza. E Ma Yongxi riesce a vedere questo filo della storia con i suoi occhi: “Sono nato in una casa di fango, poi mi sono trasferito in una casa di mattoni  e dopo il capodanno cinese mi verranno assegnati 3 appartamenti nuovi di zecca in un palazzo moderno”. Ha 81 anni e riesce ancora a vedere il futuro. Per lui "zhima kaihua jie jie gao": “L'albero di sesamo è sempre più alto”.

Gabriele Battaglia

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