La diversità del 'progetto Quasi'

Nessun cucciolo, ma solo "sfascioni e cani tiepidi", pelosi considerati inadottabili che hanno potuto godere di una nuova vita

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Al progetto Quasi di cuccioli non ce ne sono. Se hanno dieci anni “li considero dei giovani” dice Fabrizia. “Qui gli animali giovani e senza problemi non li vogliamo. Noi ci occupiamo di sfascioni e cani tiepidi - continua - ovvero di quegli animali che nessuno vuole”. Eppure incontrandoli non se ne capisce il motivo. Affettuosi e allegri, solo guardandoli attentamente, dopo un po’, ti accorgi che il cane che hai davanti deve averne viste parecchie. “Ha 15 anni” dice Fabrizia, indicando agli occhi increduli della sottoscritta una pallina di pelo bianca e marrone che corre per casa in cerca di cibo.

"Sono tutti animali che nessuno ha voluto. Hanno passato gran parte della loro vita in canile o in varie strutture perché anziani o disabili - racconta Silvia, un’altra volontaria del progetto, mentre tiene in braccio un gattone rosso cieco che tenta di acchiappare il filo del microfono - . Le altre strutture li affidano a noi quando sono considerati inadottabili e noi cerchiamo la famiglia giusta per loro”. E la famiglia giusta la trovano quasi sempre, “perché anche se anziani o disabili sono animali in grado di donarti un immenso amore e hanno il diritto di vivere una vita degna di questo nome”. Chi li adotta lo capisce al punto che, aggiunge Silvia, “molti dei nostri adottanti diventano seriali!”

L’ironia è la grande arma che ha segnato il successo del progetto Quasi. “È la nostra filosofia di vita e ci insegna che la diversità è solo negli occhi di chi guarda”.

Jasmina Poddi

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